On poetry and words: Pasolini, Merini, Levi, Guidacci

Thoughts on poetry and words: Pasolini, Merini, Levi, Guidacci

L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.

Pier Paolo Pasolini

Man tends to slumber in his own normality, forgetting to contemplate himself, losing the habit of judging himself, no longer able to ask himself who he is. It is then that it must be created artificially, the state of emergency: poets take care of creating it. Poets, the eternally irate, the champions of intellectual rage, of philosophical fury.

Pier Paolo Pasolini

Io non ho bisogno di denaro

ho bisogno di sentimenti

di parole

di parole scelte sapientemente

di fiori detti pensieri

di rose dette presenze

di sogni che abitino gli alberi

di canzoni che facciano danzare le statue

di stelle che mormorino

all’orecchio degli amanti.

Ho bisogno di poesia

questa magia che brucia

la pesantezza delle parole

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Io non ho bisogno di denaro, Alda Merini

I am not in need of money

I am in need of sentiments

of words

of words chosen wisely

of flowers called reflections

of roses called presences

of dreams housed in trees

of songs that move statues to dance

of stars that whisper

into the ears of lovers.

I am in need of poetry

this magic that sears

the weight of words

that awakens emotions and creates new hues.

I don’t need money, Alda Merini

Ma può anche capitare che uno scriva delle cose, appunto, pasticciate e inutili (e questo accade sovente) e non se ne accorga o non se ne voglia accorgere, il che è ben possibile, perché la carta è un materiale troppo tollerante. Le puoi scrivere sopra qualunque enormità, e non protesta mai: non fa come il legname delle armature nelle gallerie di miniera, che scricchiola quando è sovraccarico.

Primo Levi

But it could also be that one writes things, in fact, garbled and useless (and this happens often) and doesn’t realise it or doesn’t want to realise it, which is entirely possible, because paper is much too tolerant a material. You can write any sort of enormity on it, and it never protests: it is not like the wooden beams used to support mines, which creak when they are overloaded.

Primo Levi

“Consigli a un giovane poeta”

Il giovane poeta allora ero io e i consigli li davo a me stessa per incoraggiarmi.

Consisteva di cinque punti, ma i più importanti sono i primi tre. Il primo diceva: «Meglio scrivere un libro importante nel deserto/ dirgli sei figlio del deserto, qui sei nato e qui rimani,/ solo le pietre e il vento ti avranno conosciuto,/ che diventare celebri per equivoco».

Il secondo articolo di fede diceva: «Il poeta che non è pronto a ignorare quel che si dice di lui/ come la brezza ignora quel che egli stesso ne dice,/ il poeta che non sa contemplare chi lo loda o lo biasima/ col calmo stupore di una rosa occupata nei suoi pensieri di rosa;/ il poeta che non ha mai somigliato a una sorgente/ che dal profondo soltanto deriva il suo riso e le lacrime,/ perché non si è messo piuttosto un berretto di piume di gallo,/ non regge un uovo sul naso e non danza sui bicchieri?/ Ci sono tanti modi innocui di attirare la gente!».

Il terzo punto era questo: «Mio Dio, salvami dalla parola condotta in parata come un vitello nel giorno di fiera/ con fiocchi rossi alla coda e una ghirlanda che di traverso gli/ scende sui grandi occhi tristi, tra la ressa dei villani e le grida dei sensali».

Margherita Guidacci

“Advice for a young poet”

I was that young poet, and the advice was for me, to encourage me.

It consisted of five points, but the most important are first three. The first stated:  “Better to write an important book in the desert/ say: you are a child of the desert, here you were born and here you will remain,/ than to become famous by mistake.”

The second article of faith stated: “The poet who is not ready to ignore what is said about him/ like the breeze ignores what it says about itself,/ the poet who does not know how to contemplate those who praise or criticise him/ with the calm stupor of a rose occupied in the thoughts of a rose;/ the poet who has never resembled a spring/ whose laughter and tears stream from only deep within,/ why does he not simply wear a cap of cock feathers instead,/ balance an egg on his nose and dance on glasses?/ There are so many harmless ways to attract people!”

The third point was this: “My God, save me from the word that is put on display like a calf on the day of the fair/ with red ribbons on its tail and a wreath that falls slanting / over its big sad eyes, between the boisterous peasants and squawking traders.”

Margherita Guidacci

Translation by ©Matilda Colarossi

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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