On fascism: Pertini, Bobbio, Bassani, Calvino, Pasolini, Gramsci, Calamandrei…

"The twenty years of fascism was not, as some unmindful wretch would like to think, twenty years of order and national greatness: it was twenty years of disgraceful illegality, humiliation, moral corrosion, daily suffocation, silent and subterranean moral disgregation." - Piero Calamandrei Sandro Pertini Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica.…Read more On fascism: Pertini, Bobbio, Bassani, Calvino, Pasolini, Gramsci, Calamandrei…

Liliana Segre: In Auschwitz at thirteen #LestWeForget

"The trip to Auschwitz – very few speak about it because very few came back – is one of the most terrible chapters of the Shoah. Mine lasted six days, and for six days this humanity lived hoarded in the freight car with its misery, with its bodily functions, with its smell of sweat, of…Read more Liliana Segre: In Auschwitz at thirteen #LestWeForget

Giuseppe Magurno: Places, and the sense of place in the narrative of Giorgio Bassani

  Luoghi, e senso dei luoghi nella narrativa di Giorgio Bassani Giuseppe Magurno Il tema dei luoghi è sicuramente centrale nella narrativa di Giorgio Bassani (1916-2000), «uno scrittore da ritrovare» dopo le incomprensioni critiche dei primi anni Sessanta, in tempi di neoavanguardia e di sperimentalismo. Ed è centrale non soltanto in chiave identitaria e antropologica, se…Read more Giuseppe Magurno: Places, and the sense of place in the narrative of Giorgio Bassani

Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 6

"Don't die. The war is almost over..." This is this last part of Liliana Segre's story. We have travelled along this unimaginable path with her. And, if we have a conscience, we should keep these memories close to our hearts, #lestweforget. Part 6 Non morite, la guerra sta per finire Arrivammo poi in altri Lager:…Read more Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 6

Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 5

"The evacuation and death march began because our persecutors were running from the Russians, and they didn’t want to leave prisoners (they hadn’t had the time to kill us all) or witnesses of that atrocious place called Auschwitz." - Liliana Segre Part 5Avevamo una fame terribile Avevo intorno a me le mie compagne, erano il…Read more Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 5

Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 4

"How does a woman feel when she’s suddenly stark-naked in front of soldiers who pass, look, and snicker with the extreme contempt of the ruling race..." Liliana Segre Part 4 Auschwitz: stazione di non ritorno Fu un momento essenziale. La maggior parte di noi era condannata a morte all’arrivo. E a quel silenzio che io…Read more Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 4

Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 3

"And the railwaymen who were driving those trains did not ask—or did not ask themselves—why the cars came back empty…" - Liliana Segre Part 3 … Non fu così. Ma la cosa che mi ricordo di più di San Vittore è un’altra: la Gestapo chiamava gli uomini per gli interrogatori, feroci: torturavano, davano botte, martoriavano.…Read more Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/ In Auschwitz at thirteen – Part 3

Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/In Auschwitz at thirteen – Part 2

"We could never have imagined that other men and other women had prepared a similar sort for human beings whose only crime was that of being born Jewish." Part 2 Dovevamo fuggire in Svizzera Anch’io avevo la carta d’identità falsa. Quando mio padre riuscì ad averla da un impiegato corruttibile di un municipio e me…Read more Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/In Auschwitz at thirteen – Part 2

Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/In Auschwitz at thirteen – Part 1

So much talk about us and them. So much hatred. So much need to put others down in order to feel bigger, better, stronger. So little memory of the senseless harm man can do...And so today I will start publishing the translation of the account of Liliana Segre, an outstanding woman, a senator, a survivor,…Read more Liliana Segre: da Ad Auschwitz a tredici anni/In Auschwitz at thirteen – Part 1

Erri De Luca: Anche un numero/ A number too

  Anche un numero Erri De Luca Danilo De Marco è un fotografo che va ancora a pellicola, in bianconero, poi sviluppa e stampa nella camera oscura alla luce di una lampadina rossa. Dice che il digitale gli cancella la grana dall’immagine. Una sua mostra a Udine esponeva facce ingrandite di partigiani invecchiati. Chi di…Read more Erri De Luca: Anche un numero/ A number too

La primavera hitleriana/Hitlerian spring by Eugenio Montale

  La primavera hitleriana Eugenio Montale Folta la nuvola bianca delle falene impazzite turbina intorno agli scialbi fanali e sulle spallette, stende a terra una coltre su cui scricchia come su zucchero il piede; l'estate imminente sprigiona ora il gelo notturno che capiva nelle cave segrete della stagione morta, negli orti che da Maiano scavalcano…Read more La primavera hitleriana/Hitlerian spring by Eugenio Montale

Song of the child in the wind by Francesco Guccini

  Auschwitz Canzone del bambino nel vento Francesco Guccini Son morto con altri cento, son morto che ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d'inverno e adesso sono nel vento, e adesso sono nel…Read more Song of the child in the wind by Francesco Guccini

Greggi razziali/ Racial flocks by Erri De Luca

  Greggi razziali Erri De Luca In ossequio all’alleato nazista il fascismo introdusse le leggi razziali, anticamera delle deportazioni, controfirmate dal re di casa Savoia. Gli Italiani reagirono con obbedienza, togliendo il saluto al vicino di prima, dichiarato di razza diversa. Era il 1938, prima della catastrofica guerra dell’Italia al seguito della Germania nazista. Lo…Read more Greggi razziali/ Racial flocks by Erri De Luca

Liliana Segre

"The trip to Auschwitz – very few speak about it because very few came back – is one of the most terrible chapters of the Shoah. Mine lasted six days, and for six days this humanity lived hoarded in the freight car with its misery, with its bodily functions, with its smell of sweat, of…Read more Liliana Segre

Dora Markus by Eugenio Montale

  Dora Markus Eugenio Montale I Fu dove il ponte di legno mette a Porto Corsini sul mare alto e rari uomini, quasi immoti, affondano o salpano le reti. Con un segno della mano additavi all'altra sponda invisibile la tua patria vera. Poi seguimmo il canale fino alla darsena della città, lucida di fuliggine, nella…Read more Dora Markus by Eugenio Montale

Racial laws by Giorgio Bassani

Le leggi razziali Giorgio Bassani La magnolia che sta giusto nel mezzo del giardino di casa nostra a Ferrara è proprio lei la stessa che ritorna in pressoché tutti i miei libri. La piantammo nel ‘39 pochi mesi dopo la promulgazione delle leggi razziali con cerimonia che riuscì a metà solenne e a metà comica…Read more Racial laws by Giorgio Bassani

Conforme alla gloria/In conformance with glory by Demetrio Paolin

  Da Conforme alla gloria  di Demetrio Paolin Mauthausen, febbraio 1945 Scheisse. È la prima parola che Enea ha imparato al campo. È la parola chiave. Scheisse lo benedice all’arrivo, quando gli scalzano le scarpe dai piedi e sente che la melma in cui affonda ha una consistenza diversa da quella del fango. Quello in…Read more Conforme alla gloria/In conformance with glory by Demetrio Paolin

About Conforme alla gloria: an interview with Demetrio Paolin by Paolo Zardi

Una chiacchierata con Demetrio Paolin Paolo Zardi E’ abbastanza raro trovare un romanziere che decida di assecondare una grande ambizione; ancora più raro trovarne uno che la assecondi con mezzi adeguati. Demetrio Paolin è sicuramente uno di questi. Sette anni dopo il suo romanzo d’esordio, Il mio nome è legione (Transeuropa, 2009), è uscito da…Read more About Conforme alla gloria: an interview with Demetrio Paolin by Paolo Zardi

Primo Levi: victims and oppressors

La memoria dell’offesa   Primo Levi   La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. E questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento. I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra;…Read more Primo Levi: victims and oppressors

“Arbeit macht frei” by Primo Levi

    «Arbeit macht frei» Primo Levi   Come è noto, erano queste le parole che si leggevano sul cancello di ingresso nel Lager di Auschwitz. Il loro significato letterale è «il lavoro rende liberi»; il loro significato ultimo è assai meno chiaro, non può che lasciare perplessi, e si presta ad alcune considerazioni. Il…Read more “Arbeit macht frei” by Primo Levi

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario/ If understanding is impossible, knowledge is necessary

The years pass, the memory of the horror remains. About the Holocaust…

parallel texts: words reflected

L’Olocausto (dal greco ὁλόκαυστος: “hólos” = “tutto” + “kaustós” = “bruciato”) 

Shoah (in ebraico השואה, HaShoah, “la catastrofe”

Holocaust (from the Greek ὁλόκαυστος: “hólos” = “all” + “kaustós” = “burnt”) 

Shoah  (in Hebrew השואה, HaShoah, “the catastrophe”

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. 

Primo Levi, “Se questo è un uomo”

If understanding is impossible, knowledge is necessary. 

Primo Levi, “If this is a man”

… Mentre, liberatomi infine dalla mia lercia divisa e indossati panni civili, puliti, senza alcun contrassegno infamante, mi allontanavo da Bergen Belsen su un camion della Croce Rossa, capii che altrove, in una dimensione a me preclusa, si era giocata una partita a scacchi la cui posta e le cui perdite erano incalcolabili. Mi stupii che tutt’attorno la natura fosse rimasta indifferente, e che ci fosse ancora un maggio come quelli della mia infanzia. Per la prima volta il sole…

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