Friedrich Christian Delius & Bob Cantrick: From Die linke Hand des Papstes/ The pope’s left hand (excerpt & interview)

“The hands, what is it about the hands? Now I realized why I was so fixated on them. I had already applied my imagination to them once before, exactly six months earlier, when, in front of the television, I had long pondered whether these hands, whether the right papal hand―I always assumed he was a…Read more Friedrich Christian Delius & Bob Cantrick: From Die linke Hand des Papstes/ The pope’s left hand (excerpt & interview)

Gianni Rodari: Filastrocca solitaria/ Solitary rhyme

FILASTROCCA SOLITARIA GIANNI RODARI Filastrocca solitaria, voglio fare un castello in aria: più su delle nubi, più su del  vento un castello d’oro e d’argento. Con una scala ci voglio salire; per sognare senza dormire e su un cartello farò stampare: “Le cose brutte non possono entrare…” . O filastrocca solitaria, si starà bene, lassù…Read more Gianni Rodari: Filastrocca solitaria/ Solitary rhyme

Maria Ivana Trevisani: Giovane donna nera/ Young black woman

  Giovane donna nera ©Maria Ivana Trevisani Giovane donna nera, alta e fiera, in ebano scolpita, che cammini a piedi nudi sulla sabbia arroventata sotto il peso d’una cesta stracolma di vestiti di seta ricamata. Gentile donna nera, giovane straniera che ti muovi fra la gente -che non ti degna d’un’occhiata- mentre parla al cellulare…Read more Maria Ivana Trevisani: Giovane donna nera/ Young black woman

Parabola/Parable by Guido Gozzano

The poem #Parabola [Parable] is from Guido Gozzano's early collection La via del rifugio (1907), and it marked the beginning of his career. In this poem, we find his desire to communicate, to dialogue with the reader, and in doing this Gozzano “sets aulic verse against prose, setting off sparks”, as Montale stated. The ironic…Read more Parabola/Parable by Guido Gozzano

Viola Ardone: La cattedra che scivola/ The sliding desk

  La cattedra che scivola Viola Ardone   Da dodici anni sono su uno scivolo. Da quando nel 2007, vincitrice di concorso, sono stata immessa in ruolo e mi sono presentata in classe con gli accessori di ordinanza: penna rossa, penna blu e registro del docente. Mi sono trovata da un giorno all’altro davanti a…Read more Viola Ardone: La cattedra che scivola/ The sliding desk

Cesare Pavese

The very first poem I learned by heart in Italian: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…
#CesarePavese committed suicide on this day, August 27,1950.

parallel texts: words reflected

IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

CESARE PAVESE

Lo spiraglio dell’alba

respira con la tua bocca

in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,

dolci gocce dell’alba

sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato

come il vento dell’alba

sommergono le case.

La città abbrividisce,

odorono le pietre –

sei la vita, il risveglio.

Stella perduta

nella luce dell’alba,

cigolío della brezza,

tepore, respiro –

è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

(19-20 marzo 1950)

IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

CESARE PAVESE

The glimmer of dawn

breathes from your lips

at the end of barren backstreets.

Grey light your eyes,

gentle drops of dawn

on the dusky hills.

Your step and your breath

like the wind of dawn

engulfs the houses.

The city shudders,

the scent of cobblestones –

you are life, the awakening.

A lost star

in the light…

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Sul tradurre/ On translation

  Sul tradurre On translation Dante Alighieri (Chapter VII, Convivio) “E però sappia ciascuno che nulla cosa per legame musaico armonizzata si può de la sua loquela in altra transmutare sanza rompere tutta sua dolcezza e armonia”. Dante Alighieri (Chapter 7, The Convivio) “Let it be known that nothing harmonized musically* can be translated from…Read more Sul tradurre/ On translation

cancelli#

Cancell# — Roberta De Piccoli

Roberta De Piccoli

Roberta De Piccoli – Daniela Bazzani
Matilda Colarossi
Annamaria Federici – Damiano Meacci

Libro d’Artista 2019 _ Studio Giambo

http://studiogiambo.it/libro-dartista/

Catalogo:

cancelli# p. 30 (book version – limeted edition)
http://studiogiambo.it/wp-content/uploads/2019/07/Libro-dArtista-Toscana-Tour-2019.pdf

14 ° TOSCANA TOUR (2019)

PONTREMOLI (MS) 19/20/21 LUGLIO
PALAZZO DOSI MAGNAVACCA
INAUGURAZIONE VENERDÌ 19 LUGLIO ORE 11,00
SAN VINCENZO (LI) DAL 3 AL 25 AGOSTO
LA TORRE SUL PORTO
INAUGURAZIONE SABATO 3 AGOSTO ORE 21,00
PISA DAL 5 AL 15 SETTEMBRE
PALAZZO LANFRANCHI
INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE
CARRARA DAL 5 AL 27 OTTOBRE
MUSEO CARNI E INFOPOINT
INAUGURAZIONE SABATO 5 OTTOBRE ORE 11,00
PRATO DAL 20 NOVEMBRE AL 15 DICEMBRE
BIBLIOTECA LAZZERINI E SALA CAMPOLMI
Inserita nellʼ “Autunno da sfogliare”
rassegna del Comune finanziata dalla Regione
INAUGURAZIONE
MERCOLEDÌ 20 NOVEMBRE ORE 17,00
FIRENZE DAL 10 GENNAIO AL 3 FEBBRAIO
PALAZZO MEDICI RICCARDI
INAUGURAZIONE
VENERDÌ 10 GENNAIO 2020 ORE 17,00

credits Photo: Daniela Bazzani

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“L’indelebile nonnulla/Indelible nothing” Bartolo Cattafi

The complete works of #BartoloCattafi can now be found here:
http://www.lelettere.it/site/e_BrandsList.asp?IdBrand=1693

parallel texts: words reflected

L’«indelebile nonnulla» di Bartolo Cattafi. Dodici poesie

6 marzo 2015

da Massimo Gezzi |

[Nel 2004, grazie alla disponibilità e alla gentilezza di Ada De Alessandri Cattafi, uscivano su «Poesia» di Crocetti dodici poesie inedite di Bartolo Cattafi, scelte da me e avallate da Giovanni Raboni. Ripropongo qui l’articolo introduttivo a quei testi (ora confluito in Tra le pagine e il mondo, Italic Pequod 2015) e, di seguito, le dodici poesie di Cattafi, parzialmente accolte poi in B. Cattafi, Simùn, a cura di S. Ramat, Edizioni San Marco dei Giustiniani, 2004. Rinnovo il mio più sincero ringraziamento ad Ada ed Elisabetta Cattafi (mg)].

«L’osso, l’anima è uno dei libri più belli, più ‘pesanti’ di questi anni. Per conto mio (…) è la testimonianza più alta e organica (…) resa in questi anni (…) da uno scrittore della cosiddetta quarta generazione». Sono passati quarant’anni esatti da quando Giovanni Raboni, dalle colonne…

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Corrado Govoni: Le domeniche azzurre/ Azure Sundays

  Le domeniche azzurre Corrado Govoni Le domeniche azzurre della primavera. La neve sulle case come una parrucca bianca. Le passeggiate degli amanti lungo il canale. Fare il pane la mattina di domenica. La pioggia di marzo che batte sui tegoli grigi. Il glicine fiorito su pel muro. Le tende bianche alle finestre del convento.…Read more Corrado Govoni: Le domeniche azzurre/ Azure Sundays

Camillo Sbarbaro: Trucioli/ Slivers #49

Trucioli (1930-1940) Camillo Sbarbaro #49 Finestre, ricchezza dei poveri. Remediano i poveri all’angustia degli interni, annettendovi ciò che dalla finestra si vede; fan posto in casa, per essa, ai due beni più grandi, il sole e la strada. Alla finestra vivono. Non paghi accorrervi ad ogni respiro che lascia il lavoro, nel suo vano, potendo,…Read more Camillo Sbarbaro: Trucioli/ Slivers #49

Solo-Pane/Abitofbread by Maria Messina

#Mothersday is also for all the unfortunate children.
#MariaMessina
#SoloPane #Abitofbread

parallel texts: words reflected

Solo-Pane

Maria Messina

Solo-Pane era il divertimento dei ragazzi, che gli tiravano sassi fra le gambe o bucce di fichi d’India su’ piedi scalzi, ed anche lo spasso delle donne che, specie d’estate quando sedevano sugli usci, s’ammiccavano vedendolo comparire alla cantonata.

Egli restava un po’ lontano dai crocchi e chiedeva con una risata larga e falsa che gli aggrinziva il viso scarno:

— Che mi date, donne?

— Lo vuoi un giubbone? ti darò quello di velluto buono, di mio marito!

— Non t’accostare! — strillavano le ragazze.

— Datemi qualche cosa, per l’amor di Dio! — chiedeva Solo-Pane.

— Prima canta!

— Non ho più voce, creature! Risparmiatemi…

— Di dove vieni?

— Dal quartiere di Santa Caterina!

— Canta! se non vuoi cantare peggio per te!

Solo-Pane principiava con voce chioccia e roca, dondolandosi tutto, e scuotendosi i cenci color di terra:

Sugnu pizzenti, e sugnu mischinu,

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Grazia Deledda, two poems: “Spring” and “We are Sardinians”

  La primavera . Grazia Deledda . L'inverno aveva rinfrescato anche il colore delle rocce. Dai monti scendevano, vene d'argento, mille rivoletti silenziosi, scintillanti tra il verde vivido dell'erba. Il torrente sussultava in fondo alla valle tra i peschi e i mandorli fioriti, e tutto era puro, giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.…Read more Grazia Deledda, two poems: “Spring” and “We are Sardinians”

Roberta De Piccoli: “l’attesa/ the wait”

  l’attesa Roberta De Piccoli   nel tempo dove il cielo è rigato di melograno e il mirtillo annacqua i fiumi, il vento impercettibile odora oltre la porta: è consuetudine l’attesa e indosserà abiti smeraldo, a primavera. lascia che io ascolti il crepuscolo sommesso della luna, sottile come bolle di sapone, canta pena a pena.…Read more Roberta De Piccoli: “l’attesa/ the wait”

2018 A year in translation abroad…

Paolo Zardi: https://www.asymptotejournal.com/blog/writer/paolo-zardi/   Dana Neri: https://www.amazon.it/dp/B07CPJ6CTT/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1 Silvia Ferreri: https://www.asymptotejournal.com/fiction/silvia-ferreri-evas-mother/italian/ Leonardo da Vinci: https://www.amazon.ca/Leonardo-Fables-Legends-Matilda-Colarossi/dp/1999921623/ref=mp_s_a_1_1?ie=UTF8&qid=1546285547&sr=8-1&pi=AC_SX236_SY340_QL65&keywords=leonardo+da+vinci+fables+and+legends&dpPl=1&dpID=41SBAOLu1WL&ref=plSrch

Commiato/ Leave-taking by Giuseppe Ungaretti

  Commiato Giuseppe Unagretti Gentile Ettore Serra poesia è il mondo l'umanità la propria vita fioriti dalla parola la limpida meraviglia di un delirante fermento Quando trovo in questo mio silenzio una parola scavata è nella mia vita come un abisso Leave-taking Giuseppe Ungaretti Dear Ettore Serra poetry is the world humanity one’s own life…Read more Commiato/ Leave-taking by Giuseppe Ungaretti

Ho sceso, dandoti il braccio…/I descended, with you on my arm… by Eugenio Montale

Died on this day…Eugenio Montale.

parallel texts: words reflected

Ho sceso, dandoti il braccio

Di Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

(da “Satura”, 1971)

I descended, with you on my arm…

By Eugenio Montale

I descended, with you on my arm, at least a million stairs

and now that you are not here every step is emptiness.

In any case our long journey was too…

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Le osterie/ Taverns by Alda Merini

    Le osterie Alda Merini A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti dove la gente culmina nell’eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero. Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto malvissuto e scostante,…Read more Le osterie/ Taverns by Alda Merini

Ed è subito sera/ And then it is night by Salvatore Quasimodo

My favourite, and perhaps the most difficult poem I have ever translated.

parallel texts: words reflected

Ed è subito sera

 

Salvatore Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

And then it is night

 

Salvatore Quasimodo

We all stand alone on the heart of the earth
pierced by a ray of the sun’s light:
and then it is night.

Translation ©Matilda Colarossi

Originally this was the last verse of a poem by Salvatore Quasimodo called “Solitudini”. It was later cut down to these three, hermetic verses. The poem reflects the existential condition of man: solitude, the pain of living, the brevity of life itself. For years I kept myself from translating it: It is too densely populated with the ghosts of great translators past. The ognuno has been everyone for too many years, the sera/ evening for too long, and the subito/ suddenly for what seems forever. So, I stalled. But there is a time…

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Spesso il male di vivere ho incontrato/Often the burden of life I have met by Eugenio Montale

parallel texts: words reflected

Spesso il male di vivere ho incontrato

di Eugenio Montale

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgolia,

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Often the burden of life I have met

by Eugenio Montale

Often the burden of life I have met

it was the strangled rivulet that gurgles,

it was the crumpling of leaves

burnt, it was the horse spent.

No other way was there, if not the wonder

that bears divine Indifference:

it was the statue in the somnolent

afternoon, and the cloud, and the hawk’s ascent.

Translation by ©MatildaColarossi

The poem is from the collection Ossi di sepia, by Eugenio Montale (poet, writer, editor, translator, and recipient of the 1975 Nobel Prize…

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Zingari, un’estate/ Gypsies, one summer by Erri De Luca

  Zingari, un’estate   Erri De Luca Dalle baracche del Zigeuner Camp vedevamo gli ebrei colonne incamminate diventare colonne verticali di fumo dritto al cielo, erano lievi andavano a gonfiare gli occhi e il naso del loro Dio affacciato. Noi non fummo leggeri. La cenere dei corpi degli zingari non riuscivano ad alzarsi al cielo…Read more Zingari, un’estate/ Gypsies, one summer by Erri De Luca

Gli italiani/Italians by Pier Paolo Pasolini

June 2018
#ACQUARIUS #ITALIANS #INDIFFERENCE

parallel texts: words reflected

Gli italiani

Pier Paolo Pasolini

.

L’intelligenza non avrà mai peso, mai

nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,

un giudizio netto, interamente indignato:

irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato

da secoli, la cui soave saggezza

gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –

alzare la mia sola puerile voce –

non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce

gli altri, nella più strana indifferenza.

Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Italians

 Pier Paolo Pasolini

.

Intelligence will never be important, never

in the judgement of this public opinion.

Not even on the blood of the lagers, ever

will the millions of souls in our nation,

express a clear judgement, one wholly exasperated:

unreal is…

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Excerpt from Conversazione in Sicilia by Elio Vittorini

  da Conversazioni in Sicilia Elio Vittorini Questo era il terribile: la quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi…Read more Excerpt from Conversazione in Sicilia by Elio Vittorini

Variazioni Belliche/ Bellicose variations by Amelia Rosselli

  VARIAZIONI BELLICHE   AMELIA ROSSELLI   Se per il caso che mi guidava io facevo capriole: se per la perdita che continuava la sua girandola io sapevo: se per l’agonia che mi prendeva io perdevo: se per l’incanto che non seguivo io non cadevo: se nelle stelle dell’universo io cascavo a terra con un…Read more Variazioni Belliche/ Bellicose variations by Amelia Rosselli

A man in a ditch by Antonio Gramsci

“You must burn down the past, and build a whole new life: you mustn’t let your past life crush you…” #AntonioGramsci

parallel texts: words reflected

Lettere dal carcere

275.

Antonio Gramsci

27 giugno 1932

Carissima Iulca,

ho ricevuto i tuoi foglietti, datati da mesi e giorni diversi. Le tue lettere mi hanno fatto ricordare una novellina di uno scrittore francese poco noto, Lucien Jean, credo, che era un piccolo impiegato in una amministrazione municipale di Parigi. La novella si intitolava Un uomo in un fosso. Cerco di ricordarmela. – Un uomo aveva fortemente vissuto, una sera: forse aveva bevuto troppo, forse la vista continua di belle donne lo aveva un po’ allucinato. Uscito dal ritrovo, dopo aver camminato un po’ a zig-zag per la strada, cadde in un fosso. Era molto buio, il corpo gli si incastrò tra rupi e cespugli; era un po’ spaventato e non si mosse, per timore di precipitare ancora piú in fondo. I cespugli si ricomposero su di lui, i lumaconi gli strisciarono addosso inargentandolo (forse un rospo gli si…

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Del tradurre e altri scritti/Translation and other works by Manara Valmigli

Three years ago, I wandered into a foreign territory. Anything but computer savvy, I decided to create a blog. I watched tutorials – don’t we all? – played around with pictures and buttons, and made something I wanted very much, and that wasn’t there before (at least to my knowledge), a blog about translation that was totally in parallel. I didn’t think about the risk of putting two texts side by side (one surely beautiful the other…who knows?), I just moved forward in my ignorance, and, well yes, bliss.
That was a total of 402 posts ago; 34, 435 views ago; and 18,299 viewers ago from 125 different countries.
There was never a minute when I thought, “Oh, enough!”
I hope there never is: There are still so many Italian poets and writers I love, and haven’t translated yet. – M.C.

 

parallel texts: words reflected

Del tradurre e altri scritti

di Manara Valgimigli 

Anche tradurre è, come far musica e poesia, come dipingere un quadro e scolpire una statua, sforzo e anelito di conquistare  e di possedere la propria realtà.

On translation and other works

by Manara Valgimigli 

Translation, too, is – like making music or poetry, like painting a picture or sculpting a statue – the effort and yearning to conquer and possess one’s own reality.

Translation by ©Matilda Colarossi

Manara Valgimigli, from Del tradurre e altri scritti, 1957 

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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Noemi Ghetti

"Among the pages of Quaderni: Prison notebooks, the “Dante notes” on the Canto of the Heretics (Q 4, 78-88) give us access to the human, intellectual and political life of Antonio Gramsci. In his outline of Quaderni on February 8, 1929, while Mussolini was ratifying the Lateran Treaty, concordat regulating relations between State and Church, the essay…Read more Noemi Ghetti

#womenintranslation

These women have accompanied me (on paper, but also in life) in the past two and a half years on my blog, their words, their wisdom. So many poets, writers, journalists, scholars, brilliant women...and I thank them all. Every day this month will be dedicated to one of them (and more). Enjoy. (mc)    …Read more #womenintranslation

stracci sulle ginocchia/rags on knees by Giancarlo Majorino

#worldrefugeeday

parallel texts: words reflected

stracci sulle ginocchia

Giancarlo Majorino

.

stracci sulle ginocchia forse altri si lanciano

globale s’inerpica e soffoca gruppo di terramare

dire dirci il gremito? o non conviene scrivere

e se distingui a fatica c’è un carro con abiti

o sono esseri con il cranio inghiottito

stupida linguetta smarrita nella polvere nel brusio

diciamoci come sbattono i corpi diciamocelo

adesso gruppi fitti si accostano e si scostano

la cute nell’abitacolo

continuerà a frusciare

resti di venti diurni s’avviano nell’abitacolo

da qualche parte si rimuovono s’avviano

un frullo d’ali barrette sulla rena squittiscono

.

mentre uno scafo scende nell’acqua lustra buia

con un dorso enorme di squalo balena

e un altro più breve con buchi qua e là

nella pece a tratti luminosa sotto la luna

rags on knees

Giancarlo Majorino

.

rags on knees maybe others dive overboard

global it clambers and suffocates group of marlstone

to tell tell us the horde?…

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Un avanzo di civiltà industriale/Remains of an industrial society by Margherita Guidacci

#Savetheplanet #Climatechange

parallel texts: words reflected

Un avanzo di civiltà industriale

Di Margherita Guidacci

L’acqua bassa vicina alla riva

dove galleggiano

legni marci uniti ad angoli strani

da chiodi rugginosi

e dove si rovesciano i rifiuti

d’un astioso rigagnolo di fabbrica;

l’acqua dove la schiuma

gorgoglia in cerchi grigi

o si allunga fra lisce cicatrici

di luridi colori senza nome;

dove la nafta opprime la salsedine;

dove non penetra ondata

che sappia poi tornare al largo;

dove nulla scompare e nulla viene redento –

quest’acqua, a un tratto, ti trovi nell’anima

quando il male t’afferra

e per il tuo contagio sembra impura

anche la fiamma del sole

Remains of an industrial society

By Margherita Guidacci

Shallow water near the bank

where floating

decayed wood is united at strange angles

by rusty nails

and where waste spills

from a hostile factory ditch;

water in which foam

gurgles in grey circles

or stretches between smooth scars

of lurid…

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In testa ho paesi/I have in my head lands by Raffaele Carrieri

In testa ho paesi Raffaele Carrieri In testa ho paesi bianchi e scale a chiocciola. In testa ho clarini che volano più veloci delle rondini che tornano dall'Egitto. E occhi lunghi come barche come le barche che vincono il campionato dei fiumi. Ho voci che mi chiamano in idiomi che non capisco. Mi chiamano laggiù…Read more In testa ho paesi/I have in my head lands by Raffaele Carrieri

Il dono di Natale/The Christmas gift by Grazia Deledda

parallel texts: words reflected

IL DONO DI NATALE

Di Grazia Deledda

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.

Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.

Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.

E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri.

Avevano mandato avanti il fratello più piccolo, Felle, un bel ragazzo di undici anni, dai grandi occhi dolci, vestito di pelli lanose come un piccolo San Giovanni Battista; portava sulle spalle una bisaccia, e dentro la bisaccia un maialetto appena…

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Letters from prison: Christmas 1927 by Antonio Gramsci

Lettere dal carcere 73.     Antonio Gramsci 2. I. 1928. Carissima mamma, come avete passato tutta questa sequela di festa? spero benissimo; senza preoccupazioni e senza avervi a lamentare della salute. Io le ho passate molto semplicemente, come puoi benissimo immaginare; ma quando c'è la salute!... Per natale avrei voluto mandarti un telegramma di…Read more Letters from prison: Christmas 1927 by Antonio Gramsci

Il paradiso sui tetti/Paradise on rooftops by Cesare Pavese

  Il paradiso sui tetti   Cesare Pavese Sarà un giorno tranquillo, di luce fredda come il sole che nasce o che muore, e il vetro chiuderà l’aria sudicia fuori del cielo. Ci si sveglia un mattino, una volta per sempre, nel tepore dell’ultimo sonno: l’ombra sarà come il tepore. Empirà la stanza per la…Read more Il paradiso sui tetti/Paradise on rooftops by Cesare Pavese

Felicità raggiunta, si cammina/Happiness achieved, one walks by Eugenio Montale

    Felicità raggiunta, si cammina  Eugenio Montale   Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede, teso ghiaccio che s'incrina; e dunque non ti tocchi chi più t'ama. Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari, il tuo mattino e' dolce e…Read more Felicità raggiunta, si cammina/Happiness achieved, one walks by Eugenio Montale

Cacciatori di frodo/Poachers by Alessandro Cinquegrani

parallel texts: words reflected

da “Cacciatori di frodo”di Alessandro Cinquegrani

La curva, penso, mentre cammino sul binario morto della ferrovia, la curva, non ho paura, è così ogni mattina da troppe mattine, cammino sul binario facendo attenzione a non mettere i piedi sui sassi, faccio la curva, la supero, raggiungo lei sdraiata per terra o a venti centimetri da terra, la scavalco, mi siedo su un binario, metto i piedi sull’altro, tiro fuori una sigaretta e l’accendo, così, stamattina come ogni mattina. Aspiro con sollievo, come lo spazio degli ingranaggi si sciogliesse all’olio del mattino, penso, seduto su uno dei binari morti, il fumo espirato con forza dipinge rette, angoli molto acuti: Che azzurro il cielo stamattina, faccio, e non m’aspetto risposta, certo, non me l’aspetto più da una donna che aspetta ogni mattina, ogni santa mattina allo stesso modo, che il treno le faccia cadere la testa giù dall’argine e nel fiume, che…

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Un paese di scrittori/A country of writers by Anna Maria Ortese

    Un paese di scrittori di Anna Maria Ortese . Non c' è forse, dopo l' Italia, un altro Paese al mondo dove ciascun abitante abbia come massima ambizione lo scrivere, e ce n' è pochi altri dove quel che ciascuno scrive - pura smania di dilettante o regolarissima professione - scivoli, per così…Read more Un paese di scrittori/A country of writers by Anna Maria Ortese

Cesare Pavese

      IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK   CESARE PAVESE   Lo spiraglio dell’alba respira con la tua bocca in fondo alle vie vuote. Luce grigia i tuoi occhi, dolci gocce dell’alba sulle colline scure. Il tuo passo e il tuo fiato come il vento dell’alba sommergono le case. La città abbrividisce,…Read more Cesare Pavese

Sogno/Dream by Giorgio Bassani

    Sogno   di Giorgio Bassani     Ho visto in sogno mio padre: «Tu qui?» Timido e triste rideva: «Non vieni?» O rive, o infanzia, o frangenti sereni, voi tornavate, nel calante dì?   Tutto tornava. Eppure vano, oh fu, al nembo che vi spense, onde fulgenti, contendere e alla rena i lievi,…Read more Sogno/Dream by Giorgio Bassani

Il colloquio/The heart-to-heart by Ada Negri

  Il colloquio   di Ada Negri   Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del fiume di luce e tu mi chiederai che ho fatto tant'anni senza di te, io ti risponderò: "Ho continuato il colloquio". Tu riderai per dolcezza tutto il riso de' tuoi bianchi denti, e cingerai le mie spalle col tuo gesto…Read more Il colloquio/The heart-to-heart by Ada Negri

Antonio Gramsci on New Year’s

  Sotto la Mole 1916-1920 Antonio Gramsci CAPODANNO Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa dei cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova…Read more Antonio Gramsci on New Year’s

Behind the wall/Dietro i muri, Oltre il muro, or Dietro la parete by Tracy Chapman and the students of 3F

  “Behind The Wall" By Tracy Chapman   Last night I heard the screaming loud voices behind the wall another sleepless night for me It won't do no good to call the police Always come late if they come at all   And when they arrive they say, they can't interfere with domestic affairs, between…Read more Behind the wall/Dietro i muri, Oltre il muro, or Dietro la parete by Tracy Chapman and the students of 3F

Un regalo/A present by Ida Baccini

  Un regalo Di Ida Baccini   —Fra otto giorni è la festa di Manfredo, diceva l'Ida alla sua mamma. Non so proprio che cosa dargli: vedi, mamma, tu dovresti comprarmi qualche bel gingillino di suo gusto: così mi farei onore e lo contenterei.   —In questo caso, figliuola mia, il regalo lo farei io…Read more Un regalo/A present by Ida Baccini

Profezia/Prophecy By Pier Paolo Pasolini

Profezia Di Pier Paolo Pasolini (da Alì dagli occhi azzurri) A Jean-Paul Sartre, che mi ha raccontato la storia di Alì dagli Occhi Azzurri . Era nel mondo un figlio e un giorno andò in Calabria: era estate, ed erano vuote le casupole, nuove, a pandizucchero, da fiabe di fate color della fame. Vuote. Come porcili…Read more Profezia/Prophecy By Pier Paolo Pasolini