Ed è subito sera/ And then it is night by Salvatore Quasimodo

My favourite, and perhaps the most difficult poem I have ever translated.

parallel texts: words reflected

Ed è subito sera

 

Salvatore Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

And then it is night

 

Salvatore Quasimodo

We all stand alone on the heart of the earth
pierced by a ray of the sun’s light:
and then it is night.

Translation ©Matilda Colarossi

Originally this was the last verse of a poem by Salvatore Quasimodo called “Solitudini”. It was later cut down to these three, hermetic verses. The poem reflects the existential condition of man: solitude, the pain of living, the brevity of life itself. For years I kept myself from translating it: It is too densely populated with the ghosts of great translators past. The ognuno has been everyone for too many years, the sera/ evening for too long, and the subito/ suddenly for what seems forever. So, I stalled. But there is a time…

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Spesso il male di vivere ho incontrato/Often the burden of life I have met by Eugenio Montale

parallel texts: words reflected

Spesso il male di vivere ho incontrato

di Eugenio Montale

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgolia,

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Often the burden of life I have met

by Eugenio Montale

Often the burden of life I have met

it was the strangled rivulet that gurgles,

it was the crumpling of leaves

burnt, it was the horse spent.

No other way was there, if not the wonder

that bears divine Indifference:

it was the statue in the somnolent

afternoon, and the cloud, and the hawk’s ascent.

Translation by ©MatildaColarossi

The poem is from the collection Ossi di sepia, by Eugenio Montale (poet, writer, editor, translator, and recipient of the 1975 Nobel Prize…

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Zingari, un’estate/ Gypsies, one summer by Erri De Luca

          Zingari, un’estate   Erri De Luca   Dalle baracche del Zigeuner Camp vedevamo gli ebrei colonne incamminate diventare colonne verticali di fumo dritto al cielo, erano lievi andavano a gonfiare gli occhi e il naso del loro Dio affacciato.   Noi non fummo leggeri. La cenere dei corpi degli zingari…Read more Zingari, un’estate/ Gypsies, one summer by Erri De Luca

Gli italiani/Italians by Pier Paolo Pasolini

June 2018
#ACQUARIUS #ITALIANS #INDIFFERENCE

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Gli italiani

Pier Paolo Pasolini

.

L’intelligenza non avrà mai peso, mai

nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,

un giudizio netto, interamente indignato:

irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato

da secoli, la cui soave saggezza

gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –

alzare la mia sola puerile voce –

non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce

gli altri, nella più strana indifferenza.

Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Italians

 Pier Paolo Pasolini

.

Intelligence will never be important, never

in the judgement of this public opinion.

Not even on the blood of the lagers, ever

will the millions of souls in our nation,

express a clear judgement, one wholly exasperated:

unreal is…

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Excerpt from Conversazione in Sicilia by Elio Vittorini

  da Conversazioni in Sicilia Elio Vittorini Questo era il terribile: la quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi…Read more Excerpt from Conversazione in Sicilia by Elio Vittorini

Variazioni Belliche/ Bellicose variations by Amelia Rosselli

  VARIAZIONI BELLICHE   AMELIA ROSSELLI   Se per il caso che mi guidava io facevo capriole: se per la perdita che continuava la sua girandola io sapevo: se per l’agonia che mi prendeva io perdevo: se per l’incanto che non seguivo io non cadevo: se nelle stelle dell’universo io cascavo a terra con un…Read more Variazioni Belliche/ Bellicose variations by Amelia Rosselli

A man in a ditch by Antonio Gramsci

“You must burn down the past, and build a whole new life: you mustn’t let your past life crush you…” #AntonioGramsci

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Lettere dal carcere

275.

Antonio Gramsci

27 giugno 1932

Carissima Iulca,

ho ricevuto i tuoi foglietti, datati da mesi e giorni diversi. Le tue lettere mi hanno fatto ricordare una novellina di uno scrittore francese poco noto, Lucien Jean, credo, che era un piccolo impiegato in una amministrazione municipale di Parigi. La novella si intitolava Un uomo in un fosso. Cerco di ricordarmela. – Un uomo aveva fortemente vissuto, una sera: forse aveva bevuto troppo, forse la vista continua di belle donne lo aveva un po’ allucinato. Uscito dal ritrovo, dopo aver camminato un po’ a zig-zag per la strada, cadde in un fosso. Era molto buio, il corpo gli si incastrò tra rupi e cespugli; era un po’ spaventato e non si mosse, per timore di precipitare ancora piú in fondo. I cespugli si ricomposero su di lui, i lumaconi gli strisciarono addosso inargentandolo (forse un rospo gli si…

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