Noemi Ghetti

"Among the pages of Quaderni: Prison notebooks, the “Dante notes” on the Canto of the Heretics (Q 4, 78-88) give us access to the human, intellectual and political life of Antonio Gramsci. In his outline of Quaderni on February 8, 1929, while Mussolini was ratifying the Lateran Treaty, concordat regulating relations between State and Church, the essay…Read more Noemi Ghetti

#womenintranslation

These women have accompanied me (on paper, but also in life) in the past two and a half years on my blog, their words, their wisdom. So many poets, writers, journalists, scholars, brilliant women...and I thank them all. Every day this month will be dedicated to one of them (and more). Enjoy. (mc)    …Read more #womenintranslation

stracci sulle ginocchia/rags on knees by Giancarlo Majorino

#worldrefugeeday

parallel texts: words reflected

stracci sulle ginocchia

Giancarlo Majorino

.

stracci sulle ginocchia forse altri si lanciano

globale s’inerpica e soffoca gruppo di terramare

dire dirci il gremito? o non conviene scrivere

e se distingui a fatica c’è un carro con abiti

o sono esseri con il cranio inghiottito

stupida linguetta smarrita nella polvere nel brusio

diciamoci come sbattono i corpi diciamocelo

adesso gruppi fitti si accostano e si scostano

la cute nell’abitacolo

continuerà a frusciare

resti di venti diurni s’avviano nell’abitacolo

da qualche parte si rimuovono s’avviano

un frullo d’ali barrette sulla rena squittiscono

.

mentre uno scafo scende nell’acqua lustra buia

con un dorso enorme di squalo balena

e un altro più breve con buchi qua e là

nella pece a tratti luminosa sotto la luna

rags on knees

Giancarlo Majorino

.

rags on knees maybe others dive overboard

global it clambers and suffocates group of marlstone

to tell tell us the horde?…

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Un avanzo di civiltà industriale/Remains of an industrial society by Margherita Guidacci

#Savetheplanet #Climatechange

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Un avanzo di civiltà industriale

Di Margherita Guidacci

L’acqua bassa vicina alla riva

dove galleggiano

legni marci uniti ad angoli strani

da chiodi rugginosi

e dove si rovesciano i rifiuti

d’un astioso rigagnolo di fabbrica;

l’acqua dove la schiuma

gorgoglia in cerchi grigi

o si allunga fra lisce cicatrici

di luridi colori senza nome;

dove la nafta opprime la salsedine;

dove non penetra ondata

che sappia poi tornare al largo;

dove nulla scompare e nulla viene redento –

quest’acqua, a un tratto, ti trovi nell’anima

quando il male t’afferra

e per il tuo contagio sembra impura

anche la fiamma del sole

Remains of an industrial society

By Margherita Guidacci

Shallow water near the bank

where floating

decayed wood is united at strange angles

by rusty nails

and where waste spills

from a hostile factory ditch;

water in which foam

gurgles in grey circles

or stretches between smooth scars

of lurid…

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In testa ho paesi/I have in my head lands by Raffaele Carrieri

In testa ho paesi Raffaele Carrieri In testa ho paesi bianchi e scale a chiocciola. In testa ho clarini che volano più veloci delle rondini che tornano dall'Egitto. E occhi lunghi come barche come le barche che vincono il campionato dei fiumi. Ho voci che mi chiamano in idiomi che non capisco. Mi chiamano laggiù…Read more In testa ho paesi/I have in my head lands by Raffaele Carrieri

Il dono di Natale/The Christmas gift by Grazia Deledda

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IL DONO DI NATALE

Di Grazia Deledda

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.

Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.

Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.

E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri.

Avevano mandato avanti il fratello più piccolo, Felle, un bel ragazzo di undici anni, dai grandi occhi dolci, vestito di pelli lanose come un piccolo San Giovanni Battista; portava sulle spalle una bisaccia, e dentro la bisaccia un maialetto appena…

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Letters from prison: Christmas 1927 by Antonio Gramsci

Lettere dal carcere 73.     Antonio Gramsci 2. I. 1928. Carissima mamma, come avete passato tutta questa sequela di festa? spero benissimo; senza preoccupazioni e senza avervi a lamentare della salute. Io le ho passate molto semplicemente, come puoi benissimo immaginare; ma quando c'è la salute!... Per natale avrei voluto mandarti un telegramma di…Read more Letters from prison: Christmas 1927 by Antonio Gramsci