Camillo Sbarbaro: Trucioli/ Slivers #49

Trucioli (1930-1940) Camillo Sbarbaro #49 Finestre, ricchezza dei poveri. Remediano i poveri all’angustia degli interni, annettendovi ciò che dalla finestra si vede; fan posto in casa, per essa, ai due beni più grandi, il sole e la strada. Alla finestra vivono. Non paghi accorrervi ad ogni respiro che lascia il lavoro, nel suo vano, potendo,…Read more Camillo Sbarbaro: Trucioli/ Slivers #49

Solo-Pane/Abitofbread by Maria Messina

#Mothersday is also for all the unfortunate children.
#MariaMessina
#SoloPane #Abitofbread

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Solo-Pane

Maria Messina

Solo-Pane era il divertimento dei ragazzi, che gli tiravano sassi fra le gambe o bucce di fichi d’India su’ piedi scalzi, ed anche lo spasso delle donne che, specie d’estate quando sedevano sugli usci, s’ammiccavano vedendolo comparire alla cantonata.

Egli restava un po’ lontano dai crocchi e chiedeva con una risata larga e falsa che gli aggrinziva il viso scarno:

— Che mi date, donne?

— Lo vuoi un giubbone? ti darò quello di velluto buono, di mio marito!

— Non t’accostare! — strillavano le ragazze.

— Datemi qualche cosa, per l’amor di Dio! — chiedeva Solo-Pane.

— Prima canta!

— Non ho più voce, creature! Risparmiatemi…

— Di dove vieni?

— Dal quartiere di Santa Caterina!

— Canta! se non vuoi cantare peggio per te!

Solo-Pane principiava con voce chioccia e roca, dondolandosi tutto, e scuotendosi i cenci color di terra:

Sugnu pizzenti, e sugnu mischinu,

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Grazia Deledda, two poems: “Spring” and “We are Sardinians”

  La primavera . Grazia Deledda . L'inverno aveva rinfrescato anche il colore delle rocce. Dai monti scendevano, vene d'argento, mille rivoletti silenziosi, scintillanti tra il verde vivido dell'erba. Il torrente sussultava in fondo alla valle tra i peschi e i mandorli fioriti, e tutto era puro, giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.…Read more Grazia Deledda, two poems: “Spring” and “We are Sardinians”

Roberta De Piccoli: “l’attesa/ the wait”

  l’attesa Roberta De Piccoli   nel tempo dove il cielo è rigato di melograno e il mirtillo annacqua i fiumi, il vento impercettibile odora oltre la porta: è consuetudine l’attesa e indosserà abiti smeraldo, a primavera. lascia che io ascolti il crepuscolo sommesso della luna, sottile come bolle di sapone, canta pena a pena.…Read more Roberta De Piccoli: “l’attesa/ the wait”

2018 A year in translation abroad…

Paolo Zardi: https://www.asymptotejournal.com/blog/writer/paolo-zardi/   Dana Neri: https://www.amazon.it/dp/B07CPJ6CTT/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1 Silvia Ferreri: https://www.asymptotejournal.com/fiction/silvia-ferreri-evas-mother/italian/ Leonardo da Vinci: https://www.amazon.ca/Leonardo-Fables-Legends-Matilda-Colarossi/dp/1999921623/ref=mp_s_a_1_1?ie=UTF8&qid=1546285547&sr=8-1&pi=AC_SX236_SY340_QL65&keywords=leonardo+da+vinci+fables+and+legends&dpPl=1&dpID=41SBAOLu1WL&ref=plSrch

Commiato/ Leave-taking by Giuseppe Ungaretti

  Commiato Giuseppe Unagretti Gentile Ettore Serra poesia è il mondo l'umanità la propria vita fioriti dalla parola la limpida meraviglia di un delirante fermento Quando trovo in questo mio silenzio una parola scavata è nella mia vita come un abisso Leave-taking Giuseppe Ungaretti Dear Ettore Serra poetry is the world humanity one’s own life…Read more Commiato/ Leave-taking by Giuseppe Ungaretti

Ho sceso, dandoti il braccio…/I descended, with you on my arm… by Eugenio Montale

Died on this day…Eugenio Montale.

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Ho sceso, dandoti il braccio

Di Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

(da “Satura”, 1971)

I descended, with you on my arm…

By Eugenio Montale

I descended, with you on my arm, at least a million stairs

and now that you are not here every step is emptiness.

In any case our long journey was too…

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