Grazia Deledda: La nascita delle launeddas/Ancient music legend

#Nobel Prize #Gabo Prize Finalist La nascita delle launeddas (vecchia leggenda musicale)Grazia DeleddaPoco distante dalla riva del mare un antico pastore pascolava le sue gregge.Era in un tempo lontanissimo, in una primavera quasi preistorica; ma il paesaggio era quale ancora si ammira adesso, una fresca pianura verde, chiusa da montagne quasi nere sul cielo d'un…Read more Grazia Deledda: La nascita delle launeddas/Ancient music legend

Demetrio Paolin: Conforme alla gloria/ In conformance with glory

#InternationalHolocaustRemembranceDay #lestweforget Conforme alla Gloria: Una giornata normaleDemetrio Paolin     La pelle ha una strana caratteristica. Quando l’ago, uno spillo minuscolo che lacera solamente lo strato più superficiale, le entra dentro, essa trattiene come una spugna l’inchiostro che viene rilasciato. Quando Enea infila l’ago nella spalla del giovane, vede la pelle colorarsi poco alla…Read more Demetrio Paolin: Conforme alla gloria/ In conformance with glory

Filippo Tapparelli: L’inverno di Giona/ Giona’s Winter

Rarely do I translate a book and cry as I am doing so. Rarely do I reread it and cry anew. Rarely do I yearn so to share it with others. But this is Giona's winter. -M.C. L’inverno di Giona Filippo Tapparelli       Non ho ricordi di quando ero piccolo, non ne ho…Read more Filippo Tapparelli: L’inverno di Giona/ Giona’s Winter

Grazia Deledda: La martora/ The marten, from “Il fanciullo nascosto”

"Minnai listened, but he didn’t care about the nun’s story. The desire to have the marten and take it away was so violently strong that it made him cry..." LA MARTORA Grazia Deledda Un giovedì d'aprile il piccolo Minnai si svegliò pensando: oggi mi voglio proprio divertire, e balzò nudo dal dappiedi del lettuccio ove…Read more Grazia Deledda: La martora/ The marten, from “Il fanciullo nascosto”

Grazia Deledda: Il cinghialetto/ The little wild boar

  IL CINGHIALETTO Grazie Deledda   Appena aperti gli occhi alla luce del giorno, il cinghialetto vide i tre più bei colori del mondo:  il verde, il bianco, il rosso, sullo sfondo azzurro del cielo, del mare e dei monti lontani. In mezzo al verde delle querce le cime dei monti vicini apparivano candide come…Read more Grazia Deledda: Il cinghialetto/ The little wild boar

Grazia Deledda: Ecce homo

  Ecce homo Grazia Deledda Eravamo entrati in una pasticceria all’angolo fra una grande strada e un vicolo poco frequentato, e il conoscente col quale mi trovavo per caso in compagnia, sceglieva alcune paste da portare ai suoi bambini. Il pacchetto roseo era pronto, e l’uomo aveva già pagato, quando il cameriere balzò di scatto…Read more Grazia Deledda: Ecce homo

Grazia Deledda: Il velo azzurro/ The azure veil

  IL VELO AZZURRO Grazia Deledda Ogni volta che, come in questo momento, mi trovo davanti al mare azzurro, increspato come un velo dal vento di ponente, ricordo le mie prime soddisfazioni di scrittrice e di donna. Avevo tredici anni: avevo già scritto un libro, cosa facile a quell’età; avevo già trovato l’editore, — cosa…Read more Grazia Deledda: Il velo azzurro/ The azure veil

Il dono di Natale/The Christmas gift by Grazia Deledda

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IL DONO DI NATALE

Di Grazia Deledda

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.

Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.

Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.

E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri.

Avevano mandato avanti il fratello più piccolo, Felle, un bel ragazzo di undici anni, dai grandi occhi dolci, vestito di pelli lanose come un piccolo San Giovanni Battista; portava sulle spalle una bisaccia, e dentro la bisaccia un maialetto appena…

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Alessandro Cinquegrani: Cacciatori di frodo/Poachers

da “Cacciatori di frodo” Alessandro Cinquegrani La curva, penso, mentre cammino sul binario morto della ferrovia, la curva, non ho paura, è così ogni mattina da troppe mattine, cammino sul binario facendo attenzione a non mettere i piedi sui sassi, faccio la curva, la supero, raggiungo lei sdraiata per terra o a venti centimetri da…Read more Alessandro Cinquegrani: Cacciatori di frodo/Poachers