“…That’s why I hate new year’s. I want every morning to be new year’s for me. Every day, I want to come to terms with who I am, and renew who I am every day. No scheduled holidays. I want to choose my holidays myself, when I feel drunk with intense activity and want to delve into my wild side to find new strength. No spiritual time-serving. I wish that every hour of my life were new, yet drawn on those that have preceded it. No festivities in collective compulsory rhythm, to share with strangers I couldn’t care less about. We don’t have to be festive just because our grandfathers’ grandfathers, etc. were. It is sickening.”

parallel texts: words reflected

Sotto la Mole 1916-1920

Antonio Gramsci

CAPODANNO

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa dei cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono…

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