Lettere dal carcere

 

Antonio Gramsci

 

22

 

26. III. 1927.

 

Carissima Tania,

non ho ricevuto, in questa settimana, né cartoline né lettere tue; mi è stata invece recapitata la tua lettera del 17 gennaio (con la lettera di Giulia del 10) rispedita da Ustica. Cosí, in un certo senso e fino a un certo punto, sono stato abbastanza contento; ho rivisto i caratteri di Giulia (ma come scrive poco questa ragazza e come sa bene giustificarsi col baccano che le fanno intorno i bambini!) e mi sono coscienziosamente studiato a memoria la tua lettera. Nella quale ho cominciato col trovare parecchi errori (studio anche queste piccole cose, sai, e ho avuto la impressione che questa tua lettera non sia stata pensata in italiano, ma tradotta in fretta e malamente e ciò vuol dire che eri stanca e stavi male e pensavi a me solo per un giro complicato; forse avevi appena allora ricevuto la notizia della grippe di Giulia e dei bambini), tra gli altri una confusione imperdonabile tra S. Antonio di Padova che ricorre nel mese di giugno e il S. Antonio comunemente chiamato del porco, che è proprio il mio santo, perché sono nato il 22 gennaio, e al quale tengo moltissimo per tante ragioni di carattere magico. — La tua lettera mi ha fatto ripensare alla vita di Ustica, che certamente tu immaginavi molto diversa da quello che era realmente; in avvenire forse riprenderò a narrarti la mia vita di quei tempi, e allora ti farò un quadro di essa; oggi non ho voglia e mi sento un po’ stanco. Da Ustica mi sono fatto mandare le grammatichette e il Faust; il metodo è buono, ma domanda l’assistenza di un insegnante, almeno per chi inizia gli studi; per me invece è ottimo, in quanto devo solo rivedere le nozioni e devo specialmente fare esercizi. Mi sono anche fatto mandare la Signorina-contadina di Puškin nell’edizione della Polledro: testo, traduzione letteraria e grammaticale e note. Studio a memoria il testo; la prosa di Puškin penso sia molto buona e perciò non temo di infarcirmi la memoria di spropositi stilistici. Questo metodo di imparare a memoria la prosa lo ritengo ottimo da ogni punto di vista. Ho ricevuto, rispedita da Ustica, una lettera di mia sorella Teresina con la fotografia di suo figlio Franco, nato qualche mese dopo Delio. Mi pare non si rassomiglino affatto, mentre invece Delio rassomiglia moltissimo a Edmea. Franco non è ricciuto e deve essere castano o scuro; inoltre Delio è certamente piú bello: Franco ha i lineamenti fondamentali troppo marcati di già, ciò che lascia prevedere un loro sviluppo verso la durezza e l’esagerazione; in Delio invece i lineamenti sono molto infantili, mentre è più marcata la serietà dell’espressione generale e una certa malinconia che non è infantile per nulla e che dà molto da pensare. Hai mandato la sua fotografia a mia madre, come avevi promesso? Farai molto bene: la poveretta ha molto sofferto per il mio arresto e credo che soffra tanto piú in quanto nei nostri paesi è difficile comprendere che si può andare in prigione senza essere né un ladro, né un imbroglione, né un assassino; essa vive in condizioni di spavento permanente fin dallo scoppio della guerra (tre miei fratelli erano al fronte) e aveva ed ha una frase sua: «i miei figli li macelleranno» che in sardo è terribilmente piú espressiva che in italiano: «faghere a pezza». «Pezza» è la carne che si mette in vendita, mentre per l’uomo si adopera il termine «carre». Non so proprio come consolarla e farle capire che io sto abbastanza bene e non corro nessuno dei pericoli che ella immagina: è molto difficile ciò, perché ella sospetta sempre che le si voglia nascondere la verità e perché si orienta pochissimo nella vita attuale; pensa che non ha mai viaggiato, non è mai stata neanche a Cagliari e io sospetto ella ritenga una bella favola molte descrizioni che noi le abbiamo fatto. Carissima Tania, non riesco proprio a scriverti, oggi; mi hanno ancora dato un pennino che gratta la carta e mi obbliga a un vero acrobatismo digitale. Attendo tue lettere.

Ti abbraccio.

Antonio

 

Ho osservato che manca meno di un mese alla Pasqua. Ora devi sapere che la Pasqua è uno dei tre giorni dell’anno in cui si permette ai detenuti di mangiar dolci. Io voglio proprio mangiare dei dolci speditimi da te. Farai ancora a tempo a mandarmeli? Spero di sí.

 

 

Letters from prison

 

Antonio Gramsci

 

22

 

March 26, 1927

 

Dearest Tania,

I have yet to receive letters or cards from you this week; I did, however, receive a letter dated January 17 (it came with Giulia’s letter of the 10th) and sent from Ustica. So, in a sense and to a certain degree, I’m reasonably happy; I was able to see Giulia’s writing (how little she writes, and how skilled she is in justifying herself with the commotion the children make around her!), and I carefully learned your letter by heart. I have started to notice numerous mistakes (I study these little things, too, you know, and I have the impression that this letter was not conceived in Italian, but translated quickly and poorly, and this means you were tired and ill and were only thinking of me distractedly; maybe you had just got news of Giulia’s and the children’s flu), among which the unforgiveable one of mistaking St. Anthony of Padua, whose feast day is in June, with the other St. Anthony, commonly referred to as of the pigs, who is my saint, because I was born on the 22nd of January, and whom I cherish greatly for many super natural reasons. – Your letter got me thinking of life in Ustica, which you certainly imagined much different from how it actually was; maybe one day in the future, I will tell you about my life then, and will give you a description of how it was; I don’t feel like doing it today, and am a bit tired. I had them send me the grammar books and Faust; my method is good, but calls for a teacher’s help, at least for those just starting out; for me, on the other hand, it’s excellent since all I have to do is review the theory and, especially, do the exercises. I also had them send me Pushkin’s Young Miss Peasant, the Polledro edition: text, literary translation, and grammar and notes. I’m studying the text by heart: I believe Pushkin’s prose is very good, which means I don’t have to fill my head with stylistic rigmarole. I think that this method of learning prose by heart is excellent from all points of view. I received, sent again from Ustica, a letter from my sister Teresina with a picture of her son, Franco, born a few months after Delio. I don’t think they look at all alike, while Delio looks just like Edmea. Franco isn’t curly-haired and is chestnut brown, or darker; in addition, Delio is much better looking: Franco’s features are already too marked, which probably means they will become, in time, hard, heavy. Delio’s features, on the other hand, are more child-like, while the generous seriousness of his expression is rather marked, as is a certain degree of melancholy, which is not in the least child-like and makes me wonder. Have you sent my mother his picture, like you promised? It would be a very good idea: the poor woman has suffered greatly since my arrest, and I think she suffers even more for the fact that in our lands, it is difficult to understand how someone can go to prison without being a thief, or a swindler, or an assassin; she has been living in a state of constant fear since the start of the war (three of my brothers were called to the front) and she had, has, her own way of expressing this: “They are going to slaughter my children”, which when said in Sardinian sounds much worse than it does in Italian: “faghere a pezza”. “Pezza” is the meat we find on sale, while when referring to humans, we usually say “carre”. I have no idea how to console her and to help her understand that I am fairly safe and don’t run any of the risks she imagines: it’s difficult, because she thinks we are hiding the truth from her and has very little contact with current events; if you consider the fact that she has never travelled, not even to Cagliari, and I suspect she thinks many of the things we have described are merely wonderful tales. Dearest Tania, I just can’t write to you today; again, they have given me a pen that scratches the paper and forces me to make digital summersaults. I await your letters.

A warm embrace.

Antonio

 

I noticed that in less than a month it will be Easter. I wonder if you know that Easter is one of the three days a year in which the inmates can eat sweets. I really want to eat the sweets you send me. Do you think you will be able to send them in time? I hope so.

26

 

18 aprile 1927

 

Cara Tania,

ho ricevuto il tuo bigliettino del 4 aprile, con le due lettere di Giulia; non ho ancora ricevuto le altre lettere che annunzi. Ho passato la Pasqua attendendo i tuoi saluti, ma non ho ricevuto nulla (ti ricordi? mi scrivesti che mi mandavi al carcere di Roma varie cose supplementari, perché ognuna di esse era come un tuo saluto). Ti assicuro però che ciò non mi ha fatto dispiacere; ero quasi sicuro che non saresti riuscita, proprio per il giorno di Pasqua, a inviarmi i dolci. Quando ti scrissi era troppo tardi, dato l’ingorgo postale che si verifica in tali occasioni e penso che se anche arriva qualcosa dopo il giorno regolamentare, non sarà trasmesso. Pazienza. Un altro giorno regolamentare è quello dello Statuto (prima domenica di giugno): te lo rivelo dopo un lungo ragionamento pro e contro. Il ragionamento si è concluso cosí: sarà un bellissimo epigramma se io festeggerò il giorno dello Statuto! Perciò conto sui tuoi dolci, per allora; hai tutto il tempo per pensarci, scegliere, confezionare, ecc. ecc. Non preoccuparti troppo della scelta. Mi piacciono tutte le qualità, purché non siano troppo dolci. Ieri (Pasqua) ho acquistato due etti di datteri pasquali e una colomba di biscotto; ma i datteri non li ho potuti mangiare perché mi hanno provocato un grande dolore alle gengive. Mi sono deciso perciò a presentarmi al medico e farmi ordinare una cura palliativa; ho pensato anche di farmi fare delle iniezioni in vista dei prossimi calori. Che te ne pare? Già l’inizio della buona stagione ha incominciato a produrmi dei disturbi. Non posso assolutamente mangiare la carne; il solo odore mi rivolta e mi dà la nausea. Cosí dormo meno di prima; non piú di 3 ore ½. Non è insonnia nervosa, perché non sono agitato e non sogno: è insonnia pura e semplice. Perché te ne renda conto e possa consigliarmi te la descriverò. Vado a letto alle 7½ e alle 8½ potrei dormire. Ma se mi addormento alle 8½ mi sveglio a mezzanotte quando viene la visita e allora non mi riaddormento piú. Perciò mi sforzo di star sveglio fino alla visita delle 9, per addormentarmi dopo; mi addormento cosí verso le 10, non sento la visita di mezzanotte, ma quando viene la visita delle 3 sono già sveglio almeno da un’ora. Dunque non ho difficoltà ad addormentarmi, e ciò mi pare importante; ma non posso dormire che poco, e ciò mi lascia sempre un po’ stanco ed esaurito. Dormendo cosí dalle 10 all’1½ mi sento piú riposato che dormendo dalle 8½ a mezzanotte. Penso che le iniezioni mi possano giovare, stimolando l’appetito; se mangiassi di piú, forse dormirei di piú. Adesso che incomincia il bel tempo farò piú bagni: ci sono solo le doccie, non c’è la vasca e quando faccio la doccia anche calda, sento poi un grandissimo freddo, anormale (devo ancora avere la temperatura del sangue sotto il normale almeno di 5 linee e ciò spiega tutto).

Ti abbraccio affettuosamente

Antonio

Ricevo in questo momento la tua cartolina del 9 con la veduta del Trafoi. Brava!

26

 

April 18, 1927

 

Dear Tania.

I received your note dated April 4, with two letters from Giulia; I still haven’t received the other letters you talk of. I spent Easter waiting for your greetings, but didn’t receive anything (remember? You told me you me you’d send me various things here in the prison in Rome, so that every one of them would represent a greeting from you). I assure you, however, that it’s all right; I was almost sure you wouldn’t get those sweets to me in time for Easter. When I wrote you about it, it was too late, considering the number of letters that go through the mail on such occasions, and I believe that even if they were to arrive beyond the required date, I wouldn’t receive them. Patience. There is another established time, Lo Statuto (the first Sunday in June): I’m telling you this after having weighed the pros and cons carefully. This is the conclusion I have come to: it would be a wonderful epigram if I were to celebrate the day of Lo Statuto! So, I await your sweets for that day; you have more than enough time to think about what to send, choose, prepare etc., etc.. Don’t worry too much about the choice. I like everything, as long as it isn’t too sweet. Yesterday (Easter) I bought two hundred grams of dates and a dove made of cake; but I couldn’t eat the dates, because they hurt my gums too much. I’ve decided to go to the doctor and have him prescribe a palliative cure; I’ve even considered getting shots given the up-and-coming high temperatures. What do you think? I’ve already begun to have trouble with the start of the warm season. I can’t eat any meat at all; even just the smell is enough to make me nauseous. So, I’ve been sleeping even less than before, no more than 3.5 hours. It isn’t insomnia from stress, because I’m not at all troubled, and I don’t have dreams: it’s just pure and simple insomnia. I’ll describe it to you so that you can recommend something. I go to bed at 7:30 and at 8:30 I could already be asleep. But if I fall asleep at 8:30, I wake up at midnight when the guard passes and I can’t fall asleep again. So, I try to stay awake until the 9 o’clock patrol, to fall sleep later; so, I fall asleep at around 10 o’clock, and I don’t hear the midnight patrol, but when the 3 o’clock patrol comes along, I stay awake for at least an hour again. And I don’t have trouble falling back to sleep, which is important, I think; but I can only sleep a little, and that leaves me tired and worn out. So, if I sleep from 10 to 1:30 am, I feel more rested than if I sleep from 8:30 to midnight. I think the shots would help, by stimulating my appetite; if I ate more, maybe I’d sleep more. Now that the nice weather is on its way, I’ll be able to bathe more: there are only showers, no bathtubs, and when I shower, even if the water is warm, I get so cold, abnormally cold (my body temperature is probably still at least 5% below normal, which would explain it).

A warm, loving hug,

Antonio

I just got your card with the view of Trafoi dated the 9th. Brava!

 

 

Translation by ©Matilda Colarossi

 

Antonio Gramsci, (1891, Sardinia – 1937, Rome), was an intellectual and politician, and the founder of the Italian Communist Party. The party was outlawed by Mussolini, and Gramsci was arrested and imprisoned. At his trial the fascist prosecutor argued, “We must stop his brain from working for 20 years.”

 

Many of his propositions became a fundamental part of Western Marxist thought and influenced the post-World War II strategies of communist parties in the West. The letters he wrote from prison, “Letters dal Carcere”, from which the letter is taken, were published posthumously.

 

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s