Leggete sì, ma solo per piacere

Viola Ardone

da la Repubblica, 7 agosto 2020

A undici anni, in una tranquilla mattina d’estate, venni centrata in pieno da una palla di cannone che mi spaccò in due metà: una buona e una cattiva. E meno male, perché in quei giorni di calura mi annoiavo molto: tutti erano già partiti per le vacanze e solo io – mi sembrava – ero rimasta in città. Già verso sera, comunque, un cerusico paziente ricucì insieme i due pezzi, giusto in tempo per l’ora di cena, quando mi propinarono in tavola un piatto di lumache. Non le avrei mai mangiate, dissi con decisione, e mi arrampicai su un altissimo albero da cui non sarei più scesa per il resto della vita.

Non arricciate il naso, non alzate gli occhi al cielo: le più belle vacanze della mia vita le ho trascorse in un libro. Si tratta di un villaggio vacanze dotato di ogni confort, lo si raggiunge in un niente e a prezzi convenientissimi. Poi, se l’offerta non vi soddisfa, non serve fare i bagagli e rimettersi in treno o in aereo. Basta assetare un colpo deciso alla copertina e si può ripartire immediatamente per altri lidi. Quanto era bello annoiarsi, in quelle estati della mia giovinezza! Osservare il mondo che evaporava lento fuori dalla finestra, individuare una poltrona comoda e partire per la villeggiatura. Sono stata, negli anni: in un accampamento medievale in compagnia di un Cavaliere inesistente (nato insieme al Visconte dimezzato e al Barone rampante dalla fantasia dell’amato Italo Calvino), in un paesino della Svezia insieme all’esuberante Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe (in arte: Pippi). Ho imparato da Pollyanna il segreto della felicità; ho ballato nella giungla con Mowgli, l’orso Baloo e la pantera Baghera; sono cresciuta insieme alle Piccole donne (ho tremato per Beth, ma il mio cuore è sempre stato per Jo); sono andata a pesca con Huckleberry Finn; sono stata gigantesca come Gulliver e minuscola come Alice nel paese delle meraviglie; ho visitato la Fabbrica di cioccolato e sono rimasta soggiogata dal carisma esoterico degli Umpa Lumpa; ho girato il mondo in ottanta giorni senza usare google maps; ho percorso con scarpette rosse una strada di mattoni dorati fino a raggiungere il regno di Oz.

Entrare e uscire da quei mondi a piacimento era come restare in vacanza tutto l’anno, per questo ho deciso di rimanerci per la vita. Non perché me lo abbia imposto un adulto o per compilare una relazione di una pagina e mezzo di quadernone da consegnare all’insegnante al ritorno sui banchi di scuola: all’amore (per la lettura) non si comanda. Leggere è un puro piacere, la forma di intrattenimento più antica e longeva del mondo. Sconfinare dalle pareti anguste della propria esistenza, origliare sul cuore di un altro, piangere lacrime che non sono le proprie, frugare nel labirinto della mente di uno sconosciuto e trovarlo, con meraviglia, identico a sé.

La lettura è come il sushi. Quanti di noi avrebbero immaginato di poter ingerire pesce crudo prima di essere invitati a provarlo da qualcuno di cui ci fidiamo? Anche ai piaceri bisogna essere addestrati. E l’unico modo è l’assaggio. Leggere ad alta voce, raccontare storie, descrivere la trama di un romanzo, presentare un personaggio come se fosse un caro vecchio amico con cui si ha la massima intimità sono gli aperitivi della lettura, fanno venire l’acquolina in bocca, perché nessuno, a qualsiasi età e in qualsiasi epoca, ha potuto resistere alle sirene incantatrici di una buona storia, ed è questo il segreto della principessa Sherazade. E allora: fate spazio sul divano (o sulla poltrona, sul letto, sul canapé, sulla sdraietta sotto l’ombrellone, sul verde di un prato, sul sedile della metropolitana…), chiedete a qualcuno di leggere per voi a voce alta e attendete, in quel silenzio carico di aspettative che si spande per l’aria, così denso da essere materico, che le immagini, i personaggi, i luoghi, le donne, i cavalieri, le armi, gli amori riempiano tutto lo spazio. Ma state attenti, vi avverto, perché poi non potrete più farne a meno.

Non leggete per dovere, non leggete per costrizione, non leggete per far bella figura con gli altri, non chiedete: ma quante pagine ha?, non guardate il film per fare prima, non spoilerate la trama sul cellulare, non scaricate il riassunto da Internet, non fatevi raccontare il finale dal compagno di classe più zelante, non rimandate a domani, non dite che l’avete letto e invece no. Leggete solo se volete innamorarvi pazzamente come Natasha in Guerra e pace, se volete essere contemporaneamente Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Dorian Gray e il suo ritratto, se volete acciuffare al volo il boccino d’oro a cavallo di una scopa e sottrarlo a Harry Potter, se volete essere compagni di banco di August Pullman, il protagonista di Wonder, se vi sentite anche voi una schiappa ma non vi è mai venuta l’idea di confessarlo a tutti scrivendoci un Diario, se lo Stilton per voi non è solo un formaggio, ma il protagonista di mille esilaranti avventure. Se desiderate, per una volta, essere cattivi, indisciplinati, sconsiderati, assassini, ladri, bugiardi, eroici, geniali, spericolati, astuti, pasticcioni; se volete avere un infinito catalogo di vite a vostra disposizione.

E poi leggete, soprattutto, perché è l’unico modo per farvi attraversare da una palla di cannone, e rimanere interi.

Yes, read, but only for pleasure

Viola Ardone

from la Repubblica, August 7, 2020

At eleven years old, on a calm summer morning, I was hit full on by a cannon ball that cut me in two halves: a good one and a bad. And thank goodness because I was terribly bored on those boiling hot days: everyone had already gone on holiday and only I―it seemed―had stayed in the city. Already by nightfall, however, a patient sawbones had sewn the two halves back together, just in time for dinner, when they served me up a plate of snails. I would never eat them, I said firmly; and I climbed onto the highest tree from which I would not descend for the rest of my life.

Don’t wrinkle your nose, don’t roll your eyes: I spent the most beautiful holidays of my life in a book. It’s the kind of holiday resort that has every comfort, and it can be reached in a second and at extremely affordable prices. Then, if what they offer isn’t to your liking, you don’t even have to prepare your luggage and get on a train or a plane. All you have to do is give the book cover a ready blow and you can immediately sail off to other shores. How wonderful it was to get bored in those summers of my youth! Watch as the world slowly disappears outside my window, find a comfortable armchair and go on holiday. I have been, through the years: in a medieval encampment in the company of a Nonexistent knight (born, along with the Cloven viscount and The Baron in the trees,from the fantasy of the much-loved Italo Calvino); and in a small town in Sweden with an exuberant Pippilotta Delicatessa Windowshade Mackrelmint Ephraim’s Daughter Longstocking (in art Pippi). I learned from Pollyanna the secret to happiness; I danced in the jungle with Mowgli, Baloo the bear, and Bagheera the panther; I grew up with Little Women (I feared for Beth, but my heart has always been with Jo); I went fishing with Huckleberry Finn; I was as big as Gulliver and as small as Alice in Wonderland; I visited the Chocolate Factory and was won over by the esoteric charisma of the Oompa-Loompas; I went Around the world in eighty days without using google maps; and in red shoes I followed a yellow brick road until I reached the land of Oz.

Entering and exiting those worlds as I pleased was like being on holiday all year round, and that’s why I decided to be it all my life. Not because an adult forced me to read or because I had to write a summary of a page and a half in my exercise book and hand it in to my teacher when we returned to school: love (for books) refuses to take orders. Reading is pure pleasure, the most ancient and long-living form of entertainment in the world. Escaping the narrow walls of our existence, eavesdropping on the hearts of others, crying tears that are not ours, probing the labyrinth of a strangers mind and, in wonder, finding it is identical to our own.

Reading is like sushi. How many of us would have thought we could eat raw fish before a trusted friend invited us to try it? We must be trained to savour pleasures too. And the only way is to try. Reading out loud, telling stories, explaining the plot of a novel, presenting a character as if he were a dear old friend with whom we were close are the appetizers of reading. They make our mouths water, because no one, at any age or in any era, has been able to resist the mesmerizing sirens of a good story, and this is the secret of Princess Scheherazade. And so: make room on the couch (or on an armchair, on a bed, on a love seat, on a sunbed under an umbrella, on the green grass, on a seat in the subway…), ask someone to read to you out loud, and wait―in the silence teeming with expectations that spreads through the air, that is so dense it could be material―for the images, the characters, the places, the women, the knights, the arms, and the loves to fill the entire space. But be careful, I’m warning you, because afterwards you will never be able to do without them again.

Don’t read because you have to; don’t read because you are forced to; don’t read because you want to impress others; don’t ask how many pages it is; don’t watch the film because it’s faster; don’t spoil the plot on your cell phone; don’t download the synopsis on the internet; don’t ask your keenest classmate to tell you how it ends; don’t postpone it until tomorrow; and don’t say you’ve read it when you haven’t. Read only if you want to fall madly in love with Natasha  in War and Peace; if you want to be at once Dr. Jekyll and Mr. Hyde, and Dorian Gray and his portrait; if you want to grab the Golden Snitch while riding a broomstick and take it from Harry Potter; if you want to share a desk with August Pullman, the protagonist of Wonder; if you, too, feel like a Wimpy kid but never thought of confessing it to everyone in a Diary; if for you Stilton isn’t just a type of cheese but the protagonist of millions of exhilarating  adventures; if for once, you want to be mean, undisciplined, inconsiderate, murderous, thieving, lying, heroic, ingenious, reckless, quick-witted, or clumsy; and if you want to have an endless catalogue of lives at your disposal.

And most of all, read because it is the only way that a cannon can pass right through you while you stay in one piece.

Translation  ©Matilda Colarossi

Viola Ardone is a young Neopolitan author. She teaches Italian and Latin in High School. She is the author of La ricetta del cuore in subbuglio, Salani (2012), Una rivoluzione sentimentale, Salani (2016), Cyrano dal naso strano, Albe Edizioni (2017). In September 24, 2019 she published her novel Il treno dei bambini, Einaudi (2019), which not only received great enthusiasm at the FBF, but was also sold in 24 international territories. It is currently being translated into English.

This article was first published on la  repubblica:

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Other works in paralleltexts.blog by the author:

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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