Mangiafuoco 

Dana Neri

Ha ascoltato gli Abney Park a ripetizione fino ad ora. Tanto non aveva niente da fare. O meglio, in realtà qualcosa in programma ce l’aveva: avrebbe dovuto incontrare sua madre, all’ora di pranzo. Ma lei ha disdetto il loro ‘appuntamento mensile’ per la terza volta di seguito, persino oggi. Oggi che è il compleanno della figlia. Non si è neanche degnata di farle una telefonata; le ha solo mandato un messaggino alle 10 di mattina per scusarsi del ‘grosso imprevisto’ che le impedirà per l’ennesima volta di dedicare a Fiamma qualche ora del suo prezioso tempo.

Ciao tesoro, come va? Spero tutto benone! 🙂 Purtroppo oggi non posso venire, ho avuto un grosso imprevisto 😦 Sarà per la prossima settimana, mi farò perdonare, te lo prometto! BUON COMPLEANNO! Baci baci, mamma 🙂

La bocca di Fiamma si storce in un sorriso ironico al pensiero della sua mamma tanto giovane da sentirsi in diritto di abusare di smiles e faccette tristi.

Certo, mamma… va-tutto-benone-faccetta-che-ride… Mi dispiace per il tuo grosso-imprevisto-faccetta-triste, ma non preoccuparti. Tua figlia è qui che si spara in vena overdosi di musica steampunk e vorrebbe morire anche oggi che è il suo compleanno. Ma non è niente di grave, in fondo. D’altronde tu sei una donna superimpegnata, lo so bene.

Fiamma vorrebbe trovare il coraggio di rispondere a tono a quel messaggio, se non altro per vedere quale sarebbe la reazione di sua madre a quelle parole. Ma proprio non ce la fa. Per alcuni minuti non riesce neanche a trovare la forza di digitare le lettere sul cellulare e inviare una risposta a quella mamma superimpegnata a mettersi in mostra e a farsi notare, dentro e fuori dal palcoscenico, in ogni occasione. Superimpegnata a fuggire da qualunque cosa non sia la propria immagine e l’esaltazione della stessa. Superimpegnata a dimenticarsi di essere una madre.

Dopo circa mezz’ora il messaggio che Fiamma invia alla madre è molto diverso da quello che avrebbe voluto veramente scrivere.

Non preoccuparti mamma, nessun problema. Posso sempre andare a pranzo a casa di Eli, tanto poi dobbiamo uscire a fare shopping. Festeggiamo la settimana prossima!

In questo momento l’unica cosa che conforta Fiamma è il pensiero che più tardi vedrà Elife. Quando c’è lei tutto il resto non conta, o perlomeno può essere affrontato in modo diverso. Sì, fra poco ci sarà Eli accanto a lei, e tutto andrà meglio.

Fiamma se la ricorda bene, la sua prima volta.

Quella sera di tanti anni fa, quando scoppiò a piangere, in bagno. La porta era chiusa a chiave, nonostante in quel momento non ci fosse nessuno a casa. Perché non si sa mai… Perché per certe cose è sempre meglio chiudere qualunque cosa fuori. Fuori da tutto.

Ricorda che i singhiozzi le uscivano dalla bocca come suoni sventrati di significato, una poltiglia di vocali e saliva mista a lacrime. Ricorda la pancia piena, dopo un’enorme abbuffata. Non ricorda esattamente il perché e il come avesse cominciato ad ingurgitare una quantità indicibile di cibi, uno dietro l’altro, senza sosta, ma ricorda perfettamente la sensazione spiacevole della pancia troppo piena, alla fine. Lo stomaco gonfio e dolorante, teso come un palloncino sul punto di scoppiare. E ricorda quel preciso istante. L’inizio di tutto. Il momento in cui decise di infilare due dita in gola e vomitare. È lì che è iniziato. Quando ha scoperto che la sua gola poteva giocare con la vita e la morte tanto facilmente. Farla andare su e giù come uno yo-yo.

Era stato così facile allora. Fin troppo facile.

Il difficile è venuto dopo, tutte le volte che ha replicato la sua prima volta giurando a sé stessa che fosse l’ultima.

E a distanza di tanti anni eccola qui, davanti alla sua torta di compleanno. Una bella torta preparata con cura dalle mani del suo pasticcere di fiducia, con gli strati di pandispagna, la farina, il lievito, il burro, lo zucchero, il latte, gli albumi d’uovo, l’estratto di vaniglia per aromatizzare e tanta panna montata a ricoprire tutto come bianca e soffice neve.

Ci sono persino le roselline in pasta di zucchero e la scritta ‘Auguri Fiamma’ in cioccolato. Una torta tutta per lei, solo per lei. Il sogno di qualunque bambino. Una delizia tutta da mangiare, tutta intera, ad esclusione delle candeline di cera rosa, che sono rimaste intatte e abbandonate in un angolo del tavolo, come piccoli arti malformati e contorti. Inutili e senza ragion d’essere.

Tanti auguri a me e la torta a me.

Due dita in gola e un desiderio che scompare inghiottito in fondo alla tazza del cesso con un semplice scarico dello sciacquone. Il vortice d’acqua trasparente che avvolge in un abbraccio liquido il bianco candido della panna montata, lievemente sporcato da qualche schizzo di colore qua e là, come su una tavolozza imperfetta, a produrre un suono distorto che nella mente si trasforma in un canto stonato e fuori tempo.

Perché è una brava ragazza, perché è una brava ragazza… perché è una brava ragazzaaaa… nessuno lo può negar!

Ora si sente leggera come i corpuscoli di polvere che ogni tanto vede danzare sospesi nell’aria, durante le lezioni a scuola. Ha lo stomaco completamente vuoto, adesso. Ha una voragine dentro, che nessuno potrebbe mai colmare. Dentro quella tazza le sembra di aver vomitato anche quella poca voglia di vivere che le rimaneva. Adesso c’è solo una gran voglia di morire, una voglia immensa, un desiderio senza fine. Anzi, un vero e proprio bisogno. Morire il giorno del proprio compleanno. Originale, ridicolo e assurdo al tempo stesso. Fiamma pensa che potrebbe benissimo uccidersi, in questo preciso momento, e lì fuori nel mondo non cambierebbe assolutamente nulla. Continuerebbe ad essere sempre il 21 marzo. Continuerebbe ad essere sempre il primo giorno di primavera. Ci sarebbe ancora il sole, anche se già adesso è più sbiadito rispetto a questa mattina. Continuerebbero ad esserci i fiori pronti a sbocciare e appena sbocciati, continuerebbe ad esserci il glicine sul tetto della casa di fronte con le sue dita di viola impallidito, continuerebbero ad esserci le campane invadenti della chiesa lì vicino. Tutto rimarrebbe esattamente e perfettamente invariato. Come se nulla fosse successo. Potrebbe uccidersi in questo stesso momento e il mondo là fuori non avrebbe neanche il minimo sussulto. Probabilmente neanche la vita di sua madre cambierebbe poi tanto. Neanche la bella, bellissima, affascinante e splendente Sara si scomporrebbe poi molto. Passerebbe sopra la sua morte come è già passata sopra quella dell’amato marito, pagando alla vita un obolo di lacrime per continuare indisturbata il proprio percorso. The show must go on, lo spettacolo deve andare avanti sempre e comunque, e chi resta piange un po’ e poi prosegue comunque la sua via. Chi resta continua sempre a recitare la propria parte.

Mangiafuoco

Dana Neri

She listened to Abney Park again and again. It’s not as if she had anything better to do. Well, no, she did have something to do: she was supposed to meet her mother for lunch. But her mother called to cancel their monthly appointment for the third time in a row, even today. Today is her daughter’s birthday. She didn’t even bother to call. She sent a text message at ten in the morning saying she was sorry, but that “something serious had come up”, and, again, she just couldn’t dedicate any of her precious time to Fiamma.

Hey, sweetie, how are you? Great, I hope! 🙂 Can’t make it today, something serious came up 😦  Maybe next week. I’ll make up for it, promise. HAPPY BIRTHDAY! XOXO, mum! 🙂

Fiamma frowns. How ironic that her mother thinks she’s so young that she can load a text with happy and sad emoticons.

Sure, mum…no-problem-smiley-emoticon…So sorry something-serious-came-up-sad-emoticon, don’t worry. Your daughter is just here shooting up on steampunk music and wanting to die on her birthday. But, no problem. You are, after-all, a super-busy lady, I know.

 

Fiamma would like to have the guts to answer back for once, just to see her mother’s reaction. But she can’t. It takes her a few minutes even just to find the courage to punch the words into her mobile phone to answer her super-busy-getting-herself-noticed, super-famous-on-and-off-the-stage mum. She’s super-busy running from anything that is not her own image or the exaltation of it. She’s super-busy forgetting she’s a mum.

Half an hour later, Fiamma’s message is completely different from the one she wanted to send.

Don’t worry, mum. No problem. I’ll go to Eli’s for lunch. We’re going shopping afterwards anyways. We can celebrate my birthday next week!

The only thing that makes Fiamma feel a little better is the fact that she’ll be seeing Elife later. When they’re together, nothing else matters, or maybe it’s just that she can face the problem differently. Yes, Eli will be with her soon, and everything will be better.

Fiamma remembers her first time well.

It was one night, many years ago, and she broke down in tears in the bathroom.

The door was locked, even though there was no one home. Because, well, you never know… Because certain things are better done behind closed doors to keep everything out. All of it out.

She remembers how her sobs escaped her, hollow, meaningless, a mishmash of vowels and saliva mixed with tears. She remembers her full belly, after the binging. She can’t actually remember why, and how she started eating anything she could get her hands on, loads and loads of food, endless amounts, but she can remember the uncomfortable feeling of being full, too full, afterwards, and her stomach being painfully swollen, like a balloon ready to burst. And she remembers the exact moment. The start of it all. The moment in which she decided to put two fingers in her mouth and vomit. That’s when it started. When she discovered her throat could play the game of life and death so easily. Up and down like a yo-yo.

It had been so easy then. Too easy.

The hard part came later, every time she did it again, promising herself it would be the last time.

All those years later, and here she is, sitting in front of her birthday cake. A beautiful cake made by her favourite confectioner. Layers of sponge cake – flour eggs, butter, sugar, milk, egg white, vanilla extract – and tons of whipped cream on top of it all like soft, white snow.

They’d even put little candy roses on it, and the words ‘Happy Birthday Fiamma’ in chocolate. A whole cake, just for her. Any child’s dream. Something delicious to eat, whole, except for the pink wax candles, left untouched at the corner of the table like tiny twisted, deformed limbs. Insignificant, and of no use.

Happy birthday to me, and a cake just for me.

 

Two fingers in her mouth and her wish gets whisked down the toilet with a simple flush. The whirl of clear water that wraps the pure white cream in a liquid embrace, with just a touch of colour here and there, like an imperfect palette, making a distorted sound that her mind makes into a song, out of tune and out of time.

For she’s a jolly good fella, for she’s a jolly good fella…for she’s a jolly good fellaaaaa…that nobody can deny!

 

She feels light now, like the particles she sees sometimes suspended in the air, during her lessons at school. Her stomach is completely empty now. There is a void inside her that no one could fill, ever. It’s as if, inside that bowl, she vomited the only will to live she had left. All she wants now is to die. That’s all she really wants. Really truly wants. No, it’s more of a need. To die the day of her birthday. Original, ridiculous, and absurd all at the same time. Fiamma thinks she could easily kill herself, at this very moment, and nothing out there would change one bit. It would still be March 21st . It would still be the first day of spring. The sun would still be shining, even though it’s paler now, compared to this morning. There would still be flowers about to blossom and flowers already blossomed. There would still be wisteria on the roof of the house opposite hers with its pallid violet fingers. There would still be the invasive bells of the nearby church. Everything would remain exactly and perfectly the same. As if nothing had happened. She could kill herself this very minute, and the world outside would not emit a sound. Her mother’s life would probably remain fairly unchanged. The beautiful, extraordinary, charming and splendid Sara herself would probably be pretty much unruffled. She would get over her daughter’s death like she had got over her dear husband’s, paying a small offering of tears in order to continue on her merry way, undisturbed. The show must go on, they say, however and forever; and those who are left behind cry a bit and then move on with their lives. Those left behind continue to play their roles.

Translation ©Matilda Colarossi 2018

This novel, by Dana Neri, addresses numerous themes, themes that touch on the loneliness, the unseen violence and pain that can be found in so many adolescents today, their inability to deal with the hardships that life throws their way, an inability that often sets them on a difficult path. It deals with the problems of our world: eating disorders, bullying, physical abuse. But it is also a novel about rebirth, about love, love and life without barriers, without stereotypes.

The English version is forthcoming.

Link to the book: http://mutatumpublishingltd.com/shop/fiamma/

About the author: http://mutatumpublishingltd.com/#page-top

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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