The Road Not Taken

Robert Frost

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that, the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

 

 

 

 

La strada che non presi

Robert Frost

Si aprivano due strade in un bosco d’autunno,
Peccato non poterle percorrere entrambe
E ritrovarmi unico viandante, a lungo indugiai
Perlustrandone una più lontano che potei
Fin dove s’incurvava, laggiù nel sottobosco;

Infine presi l’altra, parimenti invitante,
Ma che forse mostrava un fascino maggiore
Perché era erbosa e ansiosa di lasciarsi pestare
Nonostante il viavai in verità le avesse,
Poco più poco meno, battute ugualmente

E proprio quel mattino entrambe si snodassero
Su foglie da nessuno ancora insudiciate.
Oh, mi tenni la prima per un’altra occasione!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra
Dubitavo se sarei mai ritornato indietro.

Narrerò questa storia un poco sospirando
Chissà in quale luogo e tra quanti secoli:
si aprivano due strade in un bosco ed io
decisi di prendere la meno frequentata
e quella decisione provocò tutto il resto.

 

Traduzione ©Paolo Ottaviani 

 

Nota

Mi sono voluto affidare al verso alessandrino – due settenari (piani o sdruccioli) come emistichi di un unico verso – che mi è sembrato molto adatto a rendere in italiano l’andamento narrativo del testo inglese. Infatti l’io poetante, meditativo e dubbioso, più che l’oggettiva doppia possibilità di percorrere strade diverse, mi è sembrato il vero protagonista del componimento. Di qui anche la scelta di tradurre il titolo mettendo in rilievo, anche in questo caso con un settenario “La strada che non presi”, la soggettività del poeta, contrariamente a quanto si legge nelle molte traduzioni già esistenti di questa poesia di Robert Frost (tutti infatti fedelmente ripetono “La strada non presa”). D’altra parte lo stesso autore aveva felicemente profetizzato che questo componimento avrebbe continuato la sua esistenza nei luoghi più disparati – “Somewhere” – e in tempi molto lontani – “ages and ages hence” e quindi anche, suppongo, nei modi più diversi. – Paolo Ottaviani

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One thought on “Poets translating poets: Ottaviani & Frost

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