TEORIA IDRAULICA DELLE FAMIGLIE

Elisa Casseri

Il momento di una forza misura la capacità di quella forza di far ruotare un oggetto rispetto a un punto, mentre la forza di un momento misura la capacità di quel momento di far mutare una situazione in maniera completamente diversa

rispetto a quella che dovrebbe essere.

Quando Luigi mi ha dato il mio primo bacio era uno di quei momenti, entità temporali non trascurabili destinate a diventare ricordi: lui mi ha chiamato e io mi sono fermata, per poter cadere meglio. Da allora, ho smesso di credere che il mio destino fosse di vivere in un eterno presente, che i miei ricordi non avessero spazio, in mezzo a tutte quelle altre storie che mi portavo dietro. Potevo vivere la mia vita in molti modi, potevo perfino perdere l’autobus, mi serviva solo un altro zaino: avrei tenuto la storia della mia famiglia stretta addosso e mi sarei portata i miei ricordi sulle spalle.

A guardarlo dal presente, il passato, è come stare nel futuro e poter prevedere, indagare, spiegarsi meglio le cose. Se non mi fossi spaccata tutte quelle volte, non avrei capito l’importanza delle tempeste, delle bonacce, degli iceberg e della

necessità di ammansire i remi in barca, ogni tanto.

«Con i se e con i ma, sono buoni tutti. Con il sé e con il me è una prova più dura» mi aveva detto Ortensio quando avevamo iniziato a discutere riguardo a zia Petunia.

Un accento o una lettera possono cambiare il significato delle cose, così come la posizione delle dita di una mano destra può decretare la positività di un sistema: avevamo trovato una poesia scritta da nostra madre, in un libro di ricette che faceva solo da arredamento in cucina, e  Ortensio aveva iniziato a dire che la petunia di quella poesia era un fiore, non una persona, e che come al solito cercavo di dare un significato simbolico anche allo scopino del cesso.

Sai che io la incontro molto spesso zia Petunia? Non capisci che questo tuo comportamento disfattista nei riguardi della sua esistenza non fa bene al tuo accrescimento emotivo? Lo sai che zia Petunia è molto sensibile alle chiacchiere che riempiono di maldicenze il suo conto? Te l’ho già detto che è colpa di questa famiglia se la storia della zia è stata cancellata dalla nostra memoria?

Mi serviva una valigia, oltre a me e allo zaino, mi serviva altro spazio per dimostrare a mio fratello che si sbagliava; ci avrei messo il libro di ricette e poi ci avrei messo altri fogli in cui avrei scritto tutto quello che sapevo di mia zia, delle mele e del tempo che non trovava spazio in nessuna terna cartesiana. Non potevo mandare al macero i ricordi che, per gli altri, sembravano non significare niente: dovevo salvare dall’indeterminazione quella donna che io sapevo esistere.

Si dicono indeterminate le equazioni che hanno infinite soluzioni e io non volevo lasciare mia zia nell’impossibilità di trovare una dimensione reale che potesse contenerla.

Mi sono portata dietro quel libro di ricette in ogni casa, in tutti i traslochi, come se la poesia di mia madre fosse stata un cappotto vecchio, indurito dagli anni, che difendeva zia Petunia, ma la rendeva invisibile. Me ne sono andata in giro trascinando me stessa, uno zaino sulle spalle e una valigia senza rotelle, come se fossi ancora spersa nel corridoio delle medie: più consapevole, ma sempre disorientata.

Quella volta che zia Petunia si era avvelenata, mi ero stupita della sua organizzazione: aceto, rame e piombo erano stati gli ingredienti della sua insalata perfetta, che sembrava rubata da un libro di ricette mortali. Solo io l’avevo vista cadere a terra, Ortensio e gli altri erano stati ciechi per convinzione.

Avevo messo altre pagine nella valigia perché tra le soluzioni impossibili e quelle indeterminate ci passa l’abisso dei piedi che possono immergersi in un fiume e dei piani tragici di abbandono di una nave. Ci passa un mondo intero, tutto da riempire.

Mi sono trascinata dietro le distanze, le separazioni, i cambiamenti, la crescita, la delusione e certi momenti di coraggio. Me li sono trascinati dietro, per ricordarli.

Poi li ho dimenticati, ma solo per poterli cercare ancora.

THE HYDRAULIC THEORY OF FAMILIES

Elisa Casseri

The moment of force measures the capacity of that force to make an object rotate about a point, while the force of a moment measures the capacity of that moment to change a situation completely with respect to what it should be.

The moment Luigi gave me my first kiss was one of those moments, not negligible temporal entities destined to become memories: he called me and I stopped, in order to fall better. Since then, I have stopped believing that my destiny was to live in an everlasting present, that my memories had no space, among all those other stories I lugged around with me. I could live my life in many ways, and I could even afford to miss the bus, all I needed was another backpack: I would wrap my family’s story tightly around me and carry my memories on my shoulders.

Looking at it from the present, the past, it is like being in the future and being able to foresee, examine, explain things better.  If I hadn’t been broken all those times, I wouldn’t have been able to understand the importance of the storms, the quiet times, the icebergs and the need to give it a rest, every once in a while.

“Ifs and buts are not the problem. Ifs and me are,” said Ortensio when we started arguing about aunt Petunia.

An accent or a letter can change the meaning of things, just like the position of the fingers of a right hand can determine the positivity of a system: we had found a poem written by our mother, in a book of recipes used merely to adorn a shelf in the kitchen, and Ortensio started saying that the petunia in the poem was a flower, not a person, and that as usual I was trying to give a symbolic meaning to the toilet bowl brush.

Do you know that I meet up with aunt Petunia often? Don’t you realize that this defeatist behavior regarding her existence is not good for your emotional growth? Did you know that aunt Petunia is very sensitive to gossip that spreads malicious rumours about her? Did I already tell you it’s this family’s fault if the story about aunt Petunia has been deleted from our memory?

Besides me and the backpack, I needed a suitcase. I needed more space to show my brother he was wrong; I would put the recipe book inside it and then I would put other pages on which I would write everything I knew about my aunt, about the apples and about how time couldn’t find space in a Cartesian coordinate system. I couldn’t let go of memories which, for everyone else, seemed to mean nothing: I had to save the woman, who I knew existed, from indeterminacy.

Indeterminate equations are those equations that have an infinite number of solutions, and I didn’t want to leave my aunt in the impossibility of finding a real dimension that could contain her.

I brought that book of recipes with me to every home, every time I moved, as if my mother’s poem were an old coat, stiffened over time, which protected aunt Petunia, but also made her invisible. I would go from place to place lugging myself, a backpack on my shoulders and a suitcase with no wheels, as if I were still lost in the halls of my middle school: more aware, but still confused.

The time aunt Petunia poisoned herself, I was shocked by how organized she was: vinegar, copper and lead had been the ingredients of her perfect salad, which seemed to come out of a book of lethal recipes. Only I had seen her fall to the ground; Ortensio and the others were blind by conviction.

I had put other pages in the suitcase because the difference between possible solutions and indeterminate ones is the same difference that exists between choosing to dip your feet in a river and the tragic decision to abandon ship. A whole world of differences lies between them, a world to be filled.

I lugged with me distance, separations, changes, growth, disappointments and some moments of courage. I lugged them with me, to remember them.

Then I forgot them, but only so I could look for them again.

Translation by ©Matilda Colarossi

Elisa Casseri was born in Latina in 1984. A Mechanical Engineer, she has published short stories in various reviews, and took part in a program for young writers in the 2012 Mantua

Festivaletteratura.

The hydraulic theory of families, Elliot Ed., is her first novel.

TEORIA IDRAULICA DELLE FAMIGLIE_Layout 1

http://www.elliotedizioni.com/teoria-idraulica-delle-famiglie/

Elisa blogs at http://memoriediunabevitricediestathe.blogspot.it/

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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