Translation: faithful or unfaithful? Interview with Valerio Magrelli

ANDREA MONDA INTERVISTA VALERIO MAGRELLI: CUORE DI POETA

D: Come rispondi all’affermazione che la traduzione equivalga sempre ad un tradimento?

R: Direi che c’è traduzione solo quando c’è tradimento. E c’è tradimento perchè c’è la necessità di fissare delle priorità. Un esempio: in una poesia Baudelaire usa il termine la douleur, che è di genere femminile. Ebbene, in quella particolare composizione, questo particolare diventa ancora più importante di tante altre istanze traduttorie solitamente più rilevanti (rime, metro, serie anaforica, enjambement). Per me il traduttore che traduce «il dolore» commette un grave fraintendimento, e lo dico malgrado la proposta avanzata da Antonio Prete nella sua finissima, esemplare versione apparsa da Feltrinelli. Il fatto che l’interlocutore sia di genere femminile, come la musa, costituisce, credo, il cuore di quell’opera, un cuore che volta per volta si sposta: una vera festa mobile del testo. È la particolarità della poesia, quella di non avere un cuore sempre nello stesso punto. In questa poesia di Baudelaire, il cuore risiede addirittura nel genere, cioè nel femminile di quel sostantivo. La traduzione, come ogni arte dell’ascolto (prendo questa definizione da Starobinski), consiste essenzialmente nell’individuare quello che secondo l’interprete è il centro nevralgico del testo, centro che può collocarsi in un livello o in un altro.

D: Il traduttore deve essere quindi libero, deve poter tradire più che tradurre?

R: Direi che qui vige la regola del “meno uno”. Mi spiego. In pieno Seicento, il francese Gilles Ménage parla per la prima volta delle traduzioni come di “belle e infedeli” a cui contrapporre delle “brutte e fedeli”. Ora, secondo me, tale concetto di “fedeltà” implica un terribile equivoco. Infatti, quello di fedeltà è un concetto plurivoco. Non esiste la fedeltà a un testo: ogni volta che traduciamo, e parlo di poesia, ad esempio un sonetto, dobbiamo decidere a quale delle non infinite ma innumerevoli funzioni del testo vogliamo essere fedeli. […] Questa scelta esclude inesorabilmente altre possibilità; ecco perché la fedeltà è poi sempre fedeltà a una singola funzione. […] Alla fine, si potrebbe arrivare a dare una definizione della traduzione come di qualcosa che, per definizione, può rispondere a tutti gli elementi presenti nell’originale tranne uno. Direi anzi che la definizione di traduzione che a me sembra più convincente potrebbe iscriversi nella «regola del meno uno». Insomma, siamo di fronte a una traduzione quando almeno un elemento del modello originario va perduto. Per questo, davanti alla battuta di Mènage delle belle e infedeli, mi viene da rispondere con una delle frasi dell’abate Galiani, una frase che rientra nei galatei e nella precettistica politico-morale, che dice: quando vi inchinate a un potente, voltate sempre le spalle a qualcun altro; cioè quando voi rendete omaggio a una persona, c’è almeno un’altra persona a cui contemporaneamente, per il fatto di ossequiare il primo, finite per arrecare offesa.

ANDREA MONDA INTERVIEWS VALERIO MAGRELLI: HEART OF A POET

Q: How would you reply to the statement that translation always means unfaithfulness?

A: I would say that there is translation only when there is unfaithfulness. And this exists because you need to fix your priorities. One example: in one poem Baudelaire uses the term la douleur, which is feminine. Well, in that particular piece, this fact becomes even more important than other translation devices which are usually more relevant (rhyme, metre, anaphoric sequences, and enjambment). For me the translator who translates “il dolore” (nb masculine noun in Italian) is committing a fatal misinterpretation, and I say this notwithstanding the proposal put forth by Antonio Prete in his refined, exemplary version published by Feltrinelli. The fact that the interlocutor is feminine, like the muse, represents, I believe, the heart of the work, a heart that is in continuous motion: a truly moveable feast of the text. It is the peculiarity of the poem, the fact that the heart is not always in the same place. In this poem by Baudelaire, the heart lives within a gender, in this case a feminine noun. The translation, like every listening art (a definition I’m borrowing from Starobinski) consists mainly in the identification of what, in the interpreter’s opinion, is the neuralgic centre of the text, a centre that can place itself on one plane or another.

Q: The translator, therefore, must be free, tradire more than tradurre, to be unfaithful rather than translate?

A: I would say that the “minus one rule” applies here. Let me explain. In the 17th century, the Frenchman Gilles Ménage first compares “beautiful and unfaithful” translations to “bad and faithful” ones. Now, in my opinion, the concept of “faithfulness” holds a terrible misconception. In fact, the idea of faithfulness is a plurivocal concept. Faithfulness to a text does not exist: every time we translate, and I’m talking about poetry, for example a sonnet, we have to decide which device, among the many the text offers, we want to be faithful to. […] This choice inevitably excludes other possibilities; that is why faithfulness can mean faithfulness to one device only. […] In the end, we could go so far as to say that translation is something which, by definition, can respond to all the elements present in the original except one. I would say, actually, that the definition of translation that most convinces me is the “minus one rule”. We find ourselves in front of a translation when at least one element of the original version is lost. For this reason, with respect to the line by Ménage about beautiful and unfaithful, I would like to answer with one of the many quotes by Abbé Galiani, a phrase on etiquette, and political and moral precepts, which states: when you bend down to a powerful man, you are always turning your back to someone else; which means that when you are paying homage to one person, there is at least one other person who, at the same time, for the very reason that you are venerating the first, you will end up offending.

Translation by ©Matilda Colarossi

Andrea Monda interviews Valerio Magrelli: Cuore di poeta at  http://www.letteratura.rai.it/articoli-programma/valerio-magrelli-cuore-di-poeta/1213/default.aspx

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