Big Sur

(excerpt)

 

By Jack Kerouak

I see myself as just doomed, pitiful — An awful realization that I have been fooling myself all my life thinking there was a next thing to do to keep the show going and actually I’m just a sick clown and so is everybody else… All all of it, pitiful as it is, not even really any kind of commonsense animate effort to ease the soul in this horrible sinister condition (of mortal hopelessness) so I’m left sitting there in the sand after having almost fainted and stare at the waves which suddenly are not waves at all, with I guess what must have been the goopiest downtrodden expression God if He exists must’ve ever seen in His movie career — Eh vache, I hate to write – All my tricks laid bare, even the realization that they’re laid bare itself laid bare as a lotta bunk — The sea seems to yell to me GO TO YOUR DESIRE DONT HANG AROUND HERE — For after all the sea must be like God, God isn’t asking us to mope and suffer and sit by the sea in the cold at midnight for the sake of writing down useless sounds, he gave us the tools of self reliance after all to make it straight thru bad life mortality towards Paradise maybe I hope… But some miserables like me don’t even know it, when it comes to us we’re amazed — Ah, life is a gate, a way, a path to Paradise anyway, why not live for fun and joy and love or some sort of girl by a fireside, why not go to your desire and LAUGH… but I ran away from the seashore and never came back again without that secret knowledge: that it didnt want me there, that I was a fool to sit there in the first place, the sea has its waves, the man has his fireside, period.

Big Sur

(excerpt)

 

Di Jack Kerouak

 Mi vedo spacciato, pietoso – La terribile consapevolezza di avere ingannato me stesso per tutta la vita pensando che ci fosse ancora un’ulteriore cosa da fare per tirare avanti e in realtà sono solo un pagliaccio malato e così sono tutti gli altri… Tutto, tutto quanto, pietoso com’è, non è  neppure in realtà una sorta di  animato sforzo di buonsenso per alleviare lo spirito in questa orribile e sinistra condizione (di mortale inadeguatezza) perciò eccomi là seduto sulla sabbia dopo esser quasi svenuto e a fissare le onde che improvvisamente non sono affatto onde, con quella che, immagino, debba esser stata l’espressione più scema e ritrita che Dio, se Dio esiste, debba aver mai visto nella Sua carriera cinematografica – Eh vache, odio scrivere – Tutti i miei giochetti messi a nudo, perfino la consapevolezza che sono messi a nudo essa stessa messa a nudo come un mucchio di cavolate – Il mare sembra urlarmi  SEGUI IL TUO DESIDERIO NO RESTARE QUI – Dopotutto il mare deve essere come Dio, Dio non ci chiede di essere musoni e di soffrire e di sedere davanti al mare al freddo a mezzanotte solo per buttar giù qualche riga di suoni inutili, ci ha dato i mezzi per badare a noi stessi dopo tutto per rigar dritti per la cattiva vita di mortalità[1] verso il Paradiso spero… Ma alcuni miserabili come me neppure lo sanno, quando tocca a noi siamo stupiti– Ah, la vita è una porta, una via, o comunque una strada per il Paradiso, perché non vivere per divertirsi e gioire e amare o farsi qualche sorta di ragazza al falò, perché non seguire il proprio desiderio e RIDERE .. ma io son corso via da quella spiaggia e non sono mai tornato senza quella segreta conoscenza: che non mi voleva la[2], che  prima di tutto ero un idiota a stare lì a sedere, il mare ha le sue onde, l’uomo ha i suoi falò, punto.

Traduzione di Mirka Del Pasqua

Jack Kerouac, pioneer of the Beat Generation, wrote this novel a few years before his death. It underlines the mental and physical deterioration of J. Duluoz (Kerouac’s fictional alter-ego), who, at the peak of his success, finds himself unable to cope with life. Big Sur is that place where he can hide from the world, but his problems forever take him back to the city.

Translator’s note:

[1] “Ho scelto di invertire le parole per far sentire che c’è qualcosa di atipico, come nell’originale;

[2] Kerouak scrive “didnt” per far sembrare che è di fretta mentre scrive, che sta scrivendo di getto e quindi non si può fermare a mettere apostrofi. In italiano l’equivalente mi è sembrato quello di togliere gli accenti, e così ho fatto, per  esempio, con  “là”. – M.D.P.
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