Amore e morte

by Arabella Bertola

Mi sono innamorata di te perché non parlavi mai.  E nel tuo non parlare, mi governavi.  E sotto il tuo dominio, ho costruito archi e pietre per nascondermi dalla tua onnipresenza.  Notte e giorno. Giorno e notte. E poi, sotto le forze incrociate della volontà e dell’azione, ho visto scorrere il tempo nomade dell’esperienza.  E non mi sono accorta che quella forza imperativa corrodeva la mia libertà,  così alla fine mi sono sgretolata nell’onda sismica della negazione.

Quanti secoli di esistenza primordiale, hanno pulsato alle mie tempie, prima che io potessi sollevare il mio sguardo verso la tua ipnosi. Era la tua magia e la mia malia. Tu ineluttabile forza, io corpo in caduta libera.

Ma tu, imperturbabile, continuavi a non parlare e io sempre più ansiosa me ne andavo al patibolo. Prima dell’esecuzione, abbiamo scambiato lentissime privazioni dentro lacrime segrete e sonetti perfetti.

Un colpo secco e poi me ne sono andata con le mie suole di vento verso Nord. Dentro un edificio gotico a cercare un’ipotesi di vita nuova.

Quello sguardo lancinante che mi aveva generata dentro una bufera battesimale di sperma e sangue, era diventato una perfetta cornice di abiura.

A volte si muore per diventare migliori. A volte si ama per paura della morte.  Eros e Thanatos. Sempre la stessa storia. A volte si scrive per scardinare questa follia.

Love and death

by Arabella Bertola

I fell in love with you because you never spoke. And by not speaking you governed me. And under your reign, I built arches and stones under which to hide from your omnipresence. Night and day. Day and night. And then, under the crossfire of resolve and action, I watched the nomadic seasons of experience flow. And I didn’t realize that this driving force was corroding my freedom; so in the end, I crumbled under the seismic wave of negation.

How many centuries of primordial existence pulsed in my temples before I could raise my eyes to your hypnosis? It was your wizardry and your witchery. You inescapable force, I free falling body.

But you, imperturbable, continued to not speak and I more and more alarmed wound my way to the gallows. Before my execution, we exchanged slow privations within silent tears and perfect sonnets.

A harsh blow and I was swept North on windy soles. Within a Gothic abode and the hypothesis of a new life.

The piercing glare that had generated in me a baptismal gust of sperm and blood had become the perfect cast of repudiation.

At times we die to become better. Sometimes we love for fear of death. Eros and Thanatos. Always the same story. Sometimes we write to rip this folly to pieces.

Translation ©Matilda Colarossi

Arabella Bertola, born in Vicenza, is a translator, teacher and writer. In 2011, she collaborates with the actor and director Matteo Belli in the translation of the play “Nice” by Mustapha Matura, for the Sant’Andrea Theatre in Pisa. Lover of the arts, she has collaborated with the literary blog svolgimentoblog.com . In 2014, with Amici del Castrum, she contributes to the realization of the literary fest Serravalle Letteratur@: Scrivere, Leggere, Twittare , Museo Cenedese in Serravalle di Vittorio Veneto.
Twitter: https://twitter.com/BeaAry

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

12 thoughts on “Amore e morte/Love and Death by Arabella Bertola

  1. Arabella Bertola, born in Vicenza, is a translator, teacher and writer. In 2011, she collaborates with the actor and director Matteo Belli in the translation of the play “Nice” by Mustapha Matura, for the Sant’Andrea Theatre in Pisa. Lover of the arts, she has collaborated with the literary blog svolgimentoblog.com . In 2014, with Amici del Castrum, she contributes to the realization of the literary fest Serravalle Letteratur@: Scrivere, Leggere, Twittare , Museo Cenedese in Serravalle di Vittorio Veneto.
    Twitter: https://twitter.com/BeaAry

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    • Sandro, I thank you so much for this comment. I do think that Mati’s translation is really a work of art in itself! My text is just like a residual thrust of emotions in words.Waiting for your beautiful poems and translations!

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  2. Chapeau, Arabella! Che bella immagine, quella delle suole di vento che portano a Nord. Anche per me quello è il punto cardinale della fuga, o forse la fuga alla fine è solo un pretesto: quello è il punto cardinale della mia strada. O almeno mi piace crederlo.

    Che bello, comunque, tornare a leggere qualcosa di tuo.

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    • Eva! Leggo solo adesso il tuo commento 🙂
      Mi pareva di aver sentito un’ eco lontana in sottofondo, gracile come un vento autunnale da Nord!
      Grazie per avermi letta e grazie per il tuo apprezzamento.
      Il ‘punto cardinale della fuga’ mi piace proprio!
      Un abbraccio e a presto!!

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    • Grazie Cetta per le tue parole e benvenuta!
      Matilde Colarossi ha avuto un’idea bellissima e sta facendo un lavoro davvero straordinario.
      Sono impressionata dalla sua carica vulcanica: tra un po’ traduce pure le pagine gialle!
      E siamo solo al primo giorno! Per me è stato un onore inaugurare col mio pezzo un progetto così visionario. A rileggerci presto!
      Buonanotte 🙂

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